Pino Aiello è tra i protagonisti dell’edizione 2025 del Campionato Italiano Assoluto di Pesca in Apnea, che quest’anno si svolgerà nelle acque di Gallipoli. Ritroveremo in Puglia, uno degli atleti più esperti e longevi del panorama nazionale. Calabrese, presidente del circolo Chico Sub di Catanzaro e in forza al team Pathos, Giuseppe “Pino” Aiello è da anni un punto di riferimento nel mondo delle competizioni. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare la sua storia, le sue passioni e i suoi obiettivi per questo nuovo appuntamento tricolore.

Pino Aiello con cernia bianca

Apnea Passion Magazine: Pino, spesso ti sentiamo dire che è arrivato il momento di appendere il fucile al chiodo, e poi invece ti ritroviamo puntualmente in gara, ancora tra i migliori. Come lo spieghi?

Pino Aiello: Sorrido ogni volta che lo dico, perché so bene che poi finisco per ritrovarmi nuovamente in acqua, con la stessa adrenalina di sempre. La verità è che adoro le competizioni. Per me, vivere il mondo della Serie A della pesca in apnea è qualcosa di incredibile: è un ambiente che mi appassiona, che mi stimola. Gareggiare accanto a campioni del calibro di Giacomo De Mola, che è anche il mio capitano nel team Pathos, è un onore e una sfida continua.
Alle spalle ho circa venti campionati, tra prima e seconda categoria, e nel corso degli anni ho avuto il privilegio di confrontarmi con grandissimi nomi di questo sport: Antonini, Ramacciotti, Bellani… praticamente con tutti, tranne forse con il mitico Mazzarri. Sono esperienze che porto nel cuore e che mi rendono fiero. La mia società, il Chico Sub di Catanzaro, esiste da quasi trent’anni e in questo percorso ne ho condiviso i valori, la crescita e le battaglie.
Oltre all’aspetto sportivo, c’è anche un forte legame affettivo. La Chico Sub nasce proprio in memoria di un caro amico, Gaspare Muraca, che tutti conoscevamo come “Chico”. Pescavamo insieme ai tempi della Kroton Sub, e la sua scomparsa tragica durante una battuta di pesca all’aspetto ha lasciato un segno profondo in me. Gareggiare con il suo nome sul petto è per me un motivo di orgoglio e di motivazione continua.
E poi, diciamolo: gareggiare mi aiuta anche a mantenermi in forma. Alla soglia dei sessant’anni, è fondamentale avere uno stile di vita attivo. L’allenamento, l’attenzione all’alimentazione e il contatto continuo con il mare mi permettono di sentirmi vivo e motivato. Naturalmente, nulla sarebbe possibile senza il supporto della mia famiglia, che mi permette di dedicarmi con serenità alla preparazione e alle gare.

Pino Aiello pesce bianco

AP: Quando e come è nata la tua passione per la pesca in apnea?

Pino Aiello: È una passione che ho nel sangue, fin da bambino. Mio padre era un appassionato e grazie a lui ho fatto i miei primi passi – o meglio, le mie prime pinneggiate – in mare. Ricordo ancora il primo fucile a molla, la maschera, il tubo: strumenti semplici ma che mi hanno aperto le porte a un mondo meraviglioso.
Passavo intere giornate in acqua, soprattutto d’estate, pescando con la lenza piccoli pesci. Quel rapporto profondo con il mare, quell’emozione pura del contatto diretto con l’ambiente marino, non mi ha mai abbandonato.

Pino Aiello Pesca profonda

AP: Quali sono le tecniche di pesca che prediligi e quali sono le prede che ami catturare?

Pino Aiello: Senza dubbio, la mia tecnica preferita è la pesca profonda su fondali sabbiosi, che pratico prevalentemente da maggio a novembre, quando utilizzo il gommone. Mi piace molto scandagliare nuovi spot, scoprire relitti sommersi, tronchi d’albero, barche affondate… È come una caccia al tesoro in apnea. Pesco “a segnale”, e tra le mie prede preferite ci sono le cernie bianche e dorate.
Durante l’inverno, invece, mi dedico a sessioni da terra. In quel periodo mi alleno pescando in tana o a razzolo, concentrandomi sul pesce bianco. Ogni stagione ha il suo fascino, e la varietà delle tecniche mi permette di rimanere allenato e di migliorarmi continuamente.

Pino Aiello Campionati

AP: Come ti stai preparando per i prossimi Campionati Assoluti? Hai già avuto modo di conoscere il campo gara?

Pino Aiello: Mi sto preparando con grande impegno, come sempre. Seguo un programma strutturato: mi alleno tre volte a settimana con sessioni in palestra a casa, alternate a corse o giri in bici, compatibilmente con il tempo. Quando posso, mi tuffo in mare per sessioni lunghe di nuoto pinnato: anche quattro o cinque ore consecutive in acqua.
Nonostante l’esperienza, affronto ogni competizione con l’emozione della prima volta. Amo questo sport e mi piace misurarmi con atleti di ogni età. Per me, il campionato è prima di tutto un’occasione di divertimento, ma anche una sfida personale. Non faccio grandi pronostici per me stesso: darò tutto e accetterò il risultato con il sorriso.

Pino Aiello e Martinelli

AP: Un tuo pronostico: i primi cinque atleti, in ordine sparso, del prossimo Assoluto

Pino Aiello: Ovviamente faccio il tifo per i miei compagni del team Pathos, che sono sempre tra i più competitivi. Parliamo di campioni come Giacomo De Mola, Giuseppe Gentilino e Stefano Claut. Poi non si può non citare Rocco Cuccaro, atleta di casa che conosce benissimo il fondale di Gallipoli, e Luigi Puretti, altro nome di rilievo.

Pino Aiello roller

AP: Tra le attrezzature Pathos che utilizzi, quale è la tua preferita?

Pino Aiello: Collaboro con Pathos da oltre dieci anni e posso dire con sincerità che ogni prodotto è frutto di ricerca e innovazione. Le mute preformate calzano alla perfezione, garantendo comfort e performance. I fucili – sia in carbonio che in alluminio – sono tecnologicamente avanzati e molto affidabili. Ma se devo scegliere un prodotto, dico le pinne Supreme, che utilizzo per la pesca profonda: una vera garanzia in termini di potenza e risposta.