Determinazione, passione e una grande voglia di mettersi alla prova: è con questo spirito che Olga Tofan, atleta veneta, si prepara ad affrontare per la prima volta i Campionati Assoluti di Pesca in Apnea. Già esperta nuotatrice, Olga ha scoperto relativamente tardi il mondo della pesca subacquea, ma da quel momento non ha più smesso di crescere, affascinata dalla magia del mare e dalle emozioni uniche che questo sport sa regalare. L’abbiamo intervistata per conoscerla meglio e farci raccontare il suo percorso, dalle prime discese al sogno di Gallipoli.

Apnea Passione Magazine: Quando e come è nata in te la passione per la pesca in apnea?

Olga Tofan: La mia passione per la pesca in apnea è arrivata piuttosto tardi, ma in modo del tutto naturale. Per oltre dieci anni ho accompagnato mio marito nelle sue battute di pesca, facendo da barcaiola. In quel periodo, osservandolo immergersi e tornando a galla con prede affascinanti, è nato dentro di me il desiderio di provare anche io l’emozione di andare sott’acqua. Ho sempre avuto un buon rapporto con l’acqua grazie al mio background da nuotatrice, così nel 2020 ho deciso che era arrivato il momento di mettermi in gioco e ho pensato: “Perché non provare anch’io?“

Così mi sono iscritta al mio primo corso di apnea di primo grado. È stata una rivelazione. Fin da subito mi sono trovata a mio agio e riuscivo a raggiungere i -12 metri senza troppe difficoltà. Quell’estate ho fatto le mie prime esperienze di pesca autonoma, utilizzando un vecchio arbalete a elastici. Ricordo ancora l’emozione dei primi pesci catturati: piccole prede, ma grandi soddisfazioni! Da quel momento, ho capito che non potevo più farne a meno. Ho proseguito con il corso di apnea di secondo livello, e successivamente con quello di pesca in apnea agonistica. È stato un percorso che mi ha aperto nuovi orizzonti, sia sportivi che personali.

AP: Quali sono le tecniche di pesca che preferisci e le prede che ti piace catturare?

Olga Tofan: Pesco prevalentemente nell’Alto Adriatico e nel Lago di Garda, ambienti che conosco bene e che offrono situazioni molto diverse tra loro. La tecnica che prediligo è sicuramente l’aspetto: è quella che mi dà più soddisfazione, soprattutto quando riesco a insidiare spigole e cefali. Mi affascina l’attesa, la calma, il silenzio che accompagna quei secondi prima dell’incontro.

Mi esercito anche nella pesca in tana, in particolare in preparazione alle gare. È una tecnica che mi aiuta a sviluppare sensibilità sul fondo e prontezza nei movimenti. In alcune occasioni fortunate mi è capitato di incontrare corvine e orate, prede affascinanti e mai banali. I saraghi, purtroppo, in queste zone non raggiungono dimensioni importanti, ma rappresentano comunque un buon allenamento.

Olga Tofan tra i canali

AP: Cosa ti spinge a partecipare alle competizioni?

Olga Tofan: Le gare, per me, sono prima di tutto una sfida personale. Ogni competizione è un’occasione per crescere, per imparare, ma anche per divertirmi. Nonostante la mia esperienza nella pesca in apnea sia ancora relativamente giovane, sento che la dimensione agonistica mi dà forti stimoli, mi aiuta a migliorare e a uscire dalla mia zona di comfort.

L’Assoluto di Gallipoli rappresenta per me una sfida importante. So di avere ancora tanto da apprendere, soprattutto in termini di adattamento ai fondali, che saranno molto diversi da quelli a cui sono abituata. Ma non mi spaventa: vado con la voglia di vivere un’esperienza intensa, di confrontarmi con atlete forti, e soprattutto con me stessa.

AP: Come ti stai allenando in vista dei prossimi Assoluti? Hai già avuto modo di esplorare il campo gara?

Olga Tofan: La preparazione non è semplice, soprattutto perché devo conciliare gli allenamenti con gli impegni familiari e lavorativi. Inoltre, in Veneto, le condizioni meteo-marine in questo periodo non sempre sono favorevoli. Nonostante tutto, cerco di ritagliarmi il maggior tempo possibile per l’allenamento fisico e mentale. Oltre al nuoto e all’apnea dinamica in piscina, che mi aiutano a migliorare la tenuta e i tempi, seguo anche sessioni di yoga e training autogeno, che trovo fondamentali per sviluppare concentrazione e controllo.

Non ho mai avuto l’opportunità di pescare in Puglia, quindi il campo gara sarà per me una scoperta totale. Lo affronterò con curiosità e spirito di apprendimento. Mi aspetto un’esperienza arricchente, che mi permetta di crescere sotto ogni punto di vista.

Olga Tofan con cefalo

AP: Un tuo pronostico: chi vedi nei primi cinque del prossimo Assoluto e quale potrebbe essere il podio femminile?

Olga Tofan: Per quanto riguarda il femminile, ci sono atlete con una grande esperienza e un ottimo bagaglio tecnico. Federica Randazzo e Cinzia Cara sono sicuramente tra le più preparate e costanti, mentre anche Elena, Elisa e Cinzia Mora Celis hanno dimostrato il loro valore già nello scorso Campionato. Ma si sa, nella pesca in apnea non conta solo la tecnica: serve anche sangue freddo, strategia… e un pizzico di fortuna. Tutto può succedere!

Olga Tofan con un'altra bella spigola