A Cinisi, Elisa Corallo, la giovane atleta siciliana, conquista il 2° Trofeo Palermo Apnea, firmando un risultato storico per la pesca in apnea italiana.

Lo scorso 26 ottobre 2025, a Cinisi (PA), in occasione del 2° Trofeo Palermo Apnea, si è scritta una pagina storica della pesca in apnea italiana. Per la prima volta una donna, Elisa Corallo, atleta modicana in forza alla Libertas Sicilia Mare di Palermo, ha conquistato la vittoria assoluta in una competizione mista, superando tutti gli avversari uomini sia per numero di prede che per punteggio complessivo.
Un risultato che segna un punto di svolta per lo sport, ma soprattutto una straordinaria storia personale di determinazione, passione e amore per il mare.

L’abbiamo intervistata per rivivere insieme le emozioni di quella giornata e scoprire il percorso che l’ha portata a questo traguardo.

Apnea Passion Magazine: Elisa, raccontaci cosa hai provato quando hai scoperto di essere stata la prima donna a battere tutti gli uomini in una gara di pesca in apnea.

Elisa Corallo: Quando sono uscita dall’acqua, sinceramente, non pensavo di aver fatto una grande pescata. Ero semplicemente felice: felice di aver preso qualche pesce, di essermi divertita e di aver vissuto belle azioni di pesca. Soprattutto, ero contenta di essere riuscita a restare serena in acqua, con la stessa tranquillità che ho quando pesco per conto mio.

Appena rientrata, alcuni compagni di gara mi hanno fatto i complimenti per la “bella pescata”, ma io continuavo a minimizzare: “Ma dai, per qualche pesce…”. Non avevo proprio la percezione di aver fatto qualcosa di speciale, anche perché pensavo che le salpe fossero piccole. Quando poi mi hanno comunicato il risultato, che ero stata la prima donna nella storia italiana a vincere una gara assoluta di pesca in apnea, sono rimasta letteralmente senza parole. Solo in quel momento ho realizzato la portata di ciò che avevo fatto. Non ero felice per aver “battuto tutti gli uomini”, ma per aver dimostrato che anche una donna può competere ad armi pari, con grinta e capacità, in un campo di gara unico e difficile come quello di Cinisi.

Per me le competizioni sono sempre una sfida con me stessa, più che con gli altri. E in questa gara sento di aver davvero dato tutto: concentrazione, determinazione, cuore. Ogni pesce conquistato è stato frutto di impegno e coraggio.

Elisa Corallo con il cavetto della vittoria

AP: Quando sei entrata in acqua quel giorno, quali erano i tuoi obiettivi? Ti saresti mai aspettata un risultato del genere?

Elisa Corallo: Assolutamente no, non mi aspettavo nulla di tutto questo. Il mio unico obiettivo, entrando in acqua, era quello di fare una buona gara, divertirmi e portare a riva qualche pesce, evitando il “cappotto”. All’inizio la situazione non era semplice: i pesci di misura sembravano spariti e ho avuto un momento di scoraggiamento. Poi mi sono detta che non potevo mollare, che da qualche parte i pesci ci sarebbero stati. Mi sono imposta di restare concentrata, lucida, positiva.

Da quel momento qualcosa è cambiato: ho iniziato a leggere meglio il mare, a interpretare i movimenti dei branchi, a scegliere con più calma le zone su cui insistere. È stato un lavoro mentale, prima ancora che fisico. E alla fine è arrivata la ricompensa: una gara che non dimenticherò mai.

Elisa Corallo, all'uscita della competizione

AP: Conoscevi il campo di gara? Hai avuto modo di prepararlo nei giorni precedenti?

Elisa Corallo: In realtà no, quel campo gara lo conoscevo pochissimo. Avevo partecipato lì solo alla selettiva dell’anno precedente, ma in quell’occasione non stavo bene e avevo potuto esplorare soltanto una piccola zona vicino alla partenza.

Ricordo però che Vincenzo Solli mi aveva dato allora alcuni preziosi consigli, descrivendomi una zona di grotto più lontana e interessante, che non avevo ancora esplorato. Quest’anno, purtroppo, non sono riuscita a preparare nulla: nei giorni precedenti c’era stato mare grosso e non si poteva uscire. Così ho deciso di improvvisare quasi completamente, affidandomi al mio istinto e a quei pochi riferimenti avuti in passato. Ho scelto di andare a cercare proprio quella zona più remota, e lì ho impostato gran parte della mia pescata. È stata una scelta istintiva ma vincente, forse proprio perché mi ha costretto a fidarmi delle mie sensazioni e a ragionare come se fosse una battuta esplorativa.

Elisa Corallo, consegna

AP: Sappiamo che sei stata molto legata a Carlo Inserra, scomparso di recente. Quanto hanno contato in questo risultato i suoi insegnamenti?

Elisa Corallo: Tantissimo.
Carlo è stato per me più di un maestro di mare: un amico vero, quasi una figura paterna. Ci sentivamo spesso, anche solo per raccontarci le pescate o per confrontarci su come affrontare certe situazioni. Aveva un modo diretto e affettuoso di incoraggiarmi, credeva profondamente nelle mie capacità e voleva trasmettermi tutto ciò che sapeva. Non siamo riusciti a uscire insieme in mare tante volte, perché vivevamo lontani, ma quelle poche immersioni insieme le porterò per sempre nel cuore. Quando sono in acqua, penso spesso a lui, e in questa gara in particolare sentivo la sua presenza accanto a me.

Quando ho raggiunto la zona di grotto in cui poi ho pescato, mi sono tornate alla mente le sue parole, i suoi consigli, i suoi gesti. Mi sono emozionata, avevo le lacrime negli occhi, e mi sono promessa che avrei preso almeno tre pesci per lui. A Gallipoli mi diceva sempre: “Mi devi prendere almeno tre pesci, e sarò contento”. Da quel momento ho cambiato approccio, ho sperimentato tecniche nuove pur di riuscirci. Per esempio, ho cominciato a far spaventare volutamente i pesci per farli intanare e scendere di corsa a colpirli al volo — un metodo che non avevo mai provato prima, ma che ha funzionato, soprattutto con i cefali. Per le salpe, invece, mi sono calata dolcemente, “come una foglia”, cercando di avvicinarmi senza fare il minimo rumore. Con pazienza, ho aspettato che si fidassero, fino ad averle quasi a un metro dal fucile. Avevo in mano il 75 con fiocina, quindi dovevano essere davvero vicine per poterle prendere — e alla fine ci sono riuscita, facendo anche una coppiola. È stato un momento intenso, tecnico e soprattutto emotivo.

AP: Quali sono i tuoi prossimi impegni e gli obiettivi per il futuro?

Elisa Corallo: Il mio obiettivo principale è continuare a fare esperienza, partecipando a quante più selettive possibili. Ogni gara è una scuola, un’occasione per imparare, confrontarsi e crescere. Amo tantissimo l’ambiente della pesca in apnea: l’atmosfera di amicizia, la condivisione delle storie di mare, la possibilità di ritrovare persone con la stessa passione.

Guardando più avanti, mi piacerebbe diventare una pescatrice completa, capace di competere ad alto livello anche in ambito internazionale. So di avere ancora tanto da imparare, ma sono pronta a metterci tutta me stessa per raggiungere quei livelli e, perché no, portare a casa qualche bel risultato per la mia società e per la mia regione.

Elisa Corallo, seconda agli Assoluti 2024

AP: E per quanto riguarda la Nazionale femminile?

Elisa Corallo: A fine novembre partiremo per Tenerife, dove parteciperemo all’Open Internazionale insieme alle mie compagne Elena Bartolacci e Alice Ferrari, con il prezioso supporto della nostra DT Tiziana Martinelli, che sarà anche lei in acqua a gareggiare con noi. L’organizzazione ci metterà a disposizione i barcaioli, quindi potremo concentrarci completamente sulla gara. Saremo presenti con due team e sarà, per tutte noi, un’esperienza di crescita fondamentale.

Per me sarà la prima volta in Oceano, e anche la prima gara internazionale: un banco di prova impegnativo ma entusiasmante. Non vedo l’ora di misurarmi con ambienti nuovi e con atlete di alto livello. Credo che sarà un’esperienza che mi farà tornare a casa con ancora più consapevolezza e voglia di migliorare.

Elisa Corallo, con la sua determinazione, la sua umiltà e il suo profondo legame con il mare, ha dimostrato che talento e passione non hanno genere. La sua vittoria non è solo un traguardo personale, ma un messaggio di ispirazione per tutte le donne che scelgono di mettersi in gioco in uno sport tanto affascinante quanto impegnativo come la pesca in apnea.