Nando Rossi, giovane ma esperto atleta toscano in forza al circolo Ci.Ca.Sub. Guido Garibaldi di Livorno, si prepara in vista del Campionato Italiano Assoluto di Pesca in Apnea, in programma a giugno nelle acque salentine di Gallipoli: Apnea Passion lo ha incontrato per intervistarlo. Nando si è guadagnato un posto all’Assoluto grazie all’ottima prestazione ottenuta durante i Campionati di Qualificazione di Trapani, disputati a settembre 2024, classificandosi sedicesimo. Con lui abbiamo parlato di passioni, tecnica, preparazione e spirito competitivo.

Nando Rossi con tre saraghi, di cui due enormi!

Apnea Passion Magazine: Quando e come è nata la tua passione per la pesca in apnea?

Nando Rossi: La mia passione per la pesca in apnea affonda le radici nella mia infanzia. Fin da piccolo, mio padre mi portava spesso in spiaggia con lui. Mentre pescava polpi lungo la costa, io lo osservavo con occhi pieni di meraviglia: ogni volta che tornava a riva e mi mostrava le sue catture era una vera emozione. Nei primi anni l’entusiasmo era tanto, poi, crescendo, ho avuto una fase di allontanamento, anche se il mare è sempre rimasto nel mio cuore. La vera svolta è arrivata nel 2010, quando ho deciso di iscrivermi al mio primo corso di apnea. Da lì è partito tutto: tecnica, allenamenti, passione crescente… è diventata una parte fondamentale della mia vita.

Stupendo scorfano catturato da Nando Rossi

AP: Quali sono le tecniche di pesca che prediligi e quali prede ami catturare?

Nando Rossi: Le tecniche che preferisco sono senza dubbio la pesca in tana e l’agguato, in particolare su fondali bassi e medi. Mi piacciono perché richiedono concentrazione, sensibilità, capacità di osservazione e una certa dose di strategia. Tra le prede che mi affascinano di più ci sono le corvine, che trovo eleganti e sfuggenti, e le cernie, che rappresentano una vera sfida da affrontare con rispetto. Ogni cattura, per me, ha un valore che va oltre il risultato: è l’esito di un incontro tra pescatore e mare.

AP: Cosa ti spinge a partecipare alle competizioni di pesca in apnea?

Nando Rossi: Partecipare alle gare è per me un modo per mettermi alla prova, spingere i miei limiti e confrontarmi con altri atleti che condividono la mia stessa passione. La competizione, nel senso più sano del termine, mi stimola e mi motiva a dare sempre il massimo. Ma c’è anche un altro aspetto che mi affascina molto: il lato umano. Ritrovare vecchi amici, conoscere nuovi compagni d’avventura, vivere quei momenti conviviali a fine giornata, tra risate e aneddoti, è qualcosa di unico. La gara è intensa, ma ciò che resta sono i legami e le emozioni.

Nando Rossi con una grossa cernia bruna

AP: Come ti stai preparando per i prossimi Campionati Assoluti? Hai già avuto modo di conoscere il campo gara?

Nando Rossi: La preparazione quest’anno ha avuto qualche ostacolo. Sono diabetico, e lo scorso dicembre ho vissuto un brutto episodio: una sincope da ipoglicemia che mi ha costretto a rallentare e a seguire un trattamento specifico. Per fortuna il percorso di cura è quasi concluso, e conto di riprendere con decisione gli allenamenti nei mesi di aprile, maggio e giugno, proprio in vista dell’Assoluto. Non ho ancora avuto modo di esplorare direttamente il campo gara di Gallipoli, ma ho raccolto alcune informazioni e pareri da pescatori locali. Sarà un campo difficile, impegnativo, ma anche stimolante e ricco di sorprese. E questo lo rende ancora più interessante.

AP: Un tuo pronostico: i primi cinque atleti, in ordine sparso, del prossimo Assoluto?

Nando Rossi: Fare pronostici è sempre difficile, ma ci sono alcuni nomi che credo vedremo sicuramente in alto in classifica. In ordine sparso, vedo bene Cuccaro, Puretti, De Mola, Dessì, Vallicelli e Fazzolari. Sono tutti atleti di grande esperienza, talento e determinazione. Sarà un campionato combattuto, e questo non può che rendere tutto più emozionante, sia per noi atleti che per chi ci segue.