Dopo il secondo posto conquistato al suo esordio ai Campionati Assoluti di Portoscuso nel 2024, Elisa Corallo (Team Pedemonte), giovane e talentuosa atleta siciliana, impegnata professionalmente nell’ambito dell’arte, si prepara ad affrontare una nuova sfida: il Campionato Italiano Assoluto di Pesca in Apnea, in programma a giugno nelle acque di Gallipoli. Un’edizione che vedrà una partecipazione femminile in forte crescita, frutto anche del lavoro instancabile della Direttrice Tecnica Tiziana Martinelli, che sta contribuendo a costruire una nuova generazione di agoniste appassionate e determinate. Ecco cosa ci ha raccontato Elisa.

Elisa Corallo seconda a Portoscuso

Apnea Passion Magazine: Quando e come è nata la tua passione per la pesca in apnea?

Elisa Corallo:
La mia passione per il mare e per la pesca in apnea è nata prestissimo. Avevo appena cinque anni quando ho iniziato a seguire mio padre in acqua. Armata di una piccola maschera e di pinne su misura per me, entravo in mare e non volevo più uscirne, anche se l’acqua era freddissima. Ricordo quella sensazione di meraviglia e stupore: osservavo i pesci, nuotavo con loro, cercavo di trattenermi il fiato e seguirli sott’acqua, sperando di non spaventarli.

Un giorno mio padre mi disse: “Sotto quella pietra c’è un polpo. Questa volta tocca a te prenderlo”. Ero emozionata e un po’ impaurita, ma accettai la sfida. Presi fiato, andai giù, sollevai la pietra e, con le mani, afferrai il polpo. Quando riemersi, lo tenevo stretto e provai una felicità indescrivibile. Da quel momento scattò in me qualcosa: oltre all’amore per il mare, nacque un istinto naturale verso la pesca. Mi feci comprare la fiocina e cominciai a cercare polpi ovunque, proprio sotto casa. Crescendo, passai al fucile, con il desiderio di diventare sempre più brava. So di avere ancora tanto da imparare, ma questa è anche la bellezza della pesca: in mare non si smette mai di crescere e scoprire.

Elisa Corallo con marvizzo

AP: Quali sono le tecniche di pesca che prediligi e quali sono le prede che ami catturare?

Elisa Corallo:
Tra tutte le tecniche, quella che preferisco è sicuramente l’agguato. Mi affascina riuscire a muovermi nell’acqua con estrema discrezione, scivolando tra scogli e posidonia, cercando di avvicinarmi al pesce senza essere vista. È una tecnica che richiede controllo, sensibilità, pazienza e una grande intimità con l’ambiente marino.

Mi piace molto anche l’aspetto: scegliere il punto giusto dove nascondermi, rimanere immobile e osservare il comportamento dei pesci che si avvicinano curiosi. In quei momenti, mentre attendo la preda giusta, sento una pace profonda, come se il mondo si fermasse.

Partecipando alle competizioni, però, ho capito quanto sia importante anche la pesca in tana, una tecnica che fino a poco tempo fa non mi entusiasmava particolarmente. Ora sto imparando ad apprezzarla e ad allenarmi per migliorare anche su questo fronte. La trovo difficile, ma so che è fondamentale per ottenere risultati importanti in gara.

Elisa Corallo - figurina Assoluti 2024

AP: Cosa ti spinge a partecipare alle competizioni di pesca in apnea?

Elisa Corallo: Quello che mi motiva di più è il desiderio di condividere questa passione con altre persone che amano il mare come me. E soprattutto, per me è stato emozionante scoprire e conoscere altre donne che praticano la pesca in apnea. Fino a qualche anno fa era raro trovare colleghe con cui confrontarsi, ma oggi si sta creando un gruppo sempre più affiatato, unito da rispetto, collaborazione e amicizia.Le competizioni rappresentano un’occasione preziosa di confronto e crescita personale. Vedere da vicino come si muovono gli atleti più esperti, imparare da loro, scambiarsi consigli e impressioni… tutto questo ti spinge a migliorare, a metterti in gioco e a credere nelle tue possibilità. Quando osservi qualcuno che ammiri e pensi “anche io posso farcela”, scatta qualcosa che ti dà forza e motivazione.

AP: Come ti stai preparando per i prossimi Campionati Assoluti? Hai già avuto modo di conoscere il campo gara?

Elisa Corallo: Purtroppo, durante l’inverno, problemi di salute mi hanno tenuta lontana dall’acqua. Non ho potuto allenarmi in mare come avrei voluto, quindi ho cercato di mantenermi in forma con il running, lavorando sulla resistenza e sulla capacità polmonare. Solo da poco ho potuto ricominciare ad allenarmi in acqua e mi sto dedicando a ritrovare profondità, tempi di apnea e sicurezza, recuperando quanto più possibile in vista degli Assoluti. Non conosco direttamente il campo gara di Gallipoli, per me sarà tutto nuovo. Ma questo non mi spaventa: anzi, sono curiosa ed entusiasta di esplorare una zona di mare diversa, e spero che durante i giorni di preparazione riuscirò a individuare qualche bel punto dove pescare.

Elisa Corallo e le atlete del movimento femminile.

AP: Un tuo pronostico: chi saranno, in ordine sparso, le prime cinque atlete del prossimo Assoluto?

Elisa Corallo:
Fare un pronostico non è semplice, anche perché il movimento femminile nella pesca in apnea agonistica è ancora in fase di sviluppo. Per molte di noi, me compresa, la partecipazione agli Assoluti è una novità relativamente recente. L’unica atleta che ha un po’ più di esperienza è Cinzia Cara: ha partecipato a diverse competizioni negli anni passati e, oltre ad avere più gare alle spalle, è davvero una pescatrice capace.

Quest’anno ci saranno nuove partecipanti, e mi auguro davvero che il numero di donne presenti continui a crescere, rendendo le gare sempre più belle e combattute. Spero che questa tendenza continui, perché il confronto con altre atlete è uno stimolo fondamentale per migliorare e per rendere ancora più viva questa disciplina.