La Manna, Sacco e Tarantino conquistano il Campionato Italiano per Società di Pesca in Apnea 2026 e il Trofeo Valerio Grassi. Una vittoria netta. Ma da Trabia arriva anche un secondo dato che il movimento non può ignorare: soltanto sei team al via.

I Love Pesca Sub mette il tricolore

Il Campionato Italiano per Società di Pesca in Apnea 2026 parla siciliano. Sabato 3 ottobre, nelle acque di San Nicola L’Arena, a Trabia, la ASD I Love Pesca Sub ha conquistato il titolo italiano con Lorenzo La Manna, Francesco Sacco e Teodoro Tarantino.

Il trio palermitano ha chiuso con 9.996 punti, 11+1 prede e tre specie, costruendo un margine importante sul resto del podio. Seconda Isola Ambiente Apnea con Raffaele Lo Prete, Giuseppe Mercurio e Luigi Madia, 6.752 punti; terza Apnea Magazine con Massimiliano Volpe, Riccardo Golini e Matteo Fusi, a quota 5.558.

Numeri chiari: 3.244 punti separano i nuovi Campioni d’Italia dalla seconda posizione. I Love Pesca Sub non si limita quindi a vincere, ma mette una firma pesante su un Campionato che assegna uno dei titoli più identitari della pesca in apnea nazionale: quello delle società, dei club e delle squadre.

Una vittoria che vale anche il Trofeo Valerio Grassi

Il successo di Trabia vale doppio. La gara era infatti valida anche per il Trofeo Valerio Grassi, istituito dalla famiglia per ricordare il fondatore di Omersub, figura centrale nella storia dell’arbalete italiano.

Il trofeo resterà in custodia a I Love Pesca Sub fino alla prossima edizione e sarà assegnato definitivamente alla società capace di conquistare per tre volte il Campionato Italiano per Società.

Per Lorenzo La Manna e Teodoro Tarantino la vittoria apre inoltre le porte al Campionato Italiano di Qualificazione 2027. Francesco Sacco risultava invece già qualificato. Un risultato, quindi, che pesa sul presente e guarda già alla prossima stagione.

Il podio e gli altri team

Alle spalle dei primi tre classificati, quarta posizione per la prima formazione della “Mimmo Arena” di Palmi, composta da Giuseppe Fasone, Raimondi e Fontanetta, con 3.186 punti. Quinta la società organizzatrice Himera Sub di Termini Imerese con Sciascia, Ciolino e Cardella, a 2.498 punti. Sesta la seconda squadra della “Mimmo Arena”, con Salmeri, Nizzari e Bagalà, che chiude a quota 2.158.

L’evento, valevole anche per il Gran Trofeo FIPSAS, è stato organizzato dalla ASD Himera Sub.

Sei team: il numero che deve farci riflettere

Fin qui il risultato sportivo. Poi c’è un altro numero, e sarebbe sbagliato far finta di non vederlo: sei. Sei team, diciotto atleti, per un Campionato Italiano per Società.

Il dato non toglie nulla alla vittoria di I Love Pesca Sub, al valore degli atleti in acqua o al lavoro di Himera Sub. Un titolo si conquista contro chi si presenta al via, rispettando regole, preparazione e campo gara. Su questo non c’è discussione.

Ma proprio perché questo Campionato mette al centro le società, il dato della partecipazione merita un’analisi. Non una polemica. Un’analisi.

Dal record del 2025 ai sei di Trabia

Il confronto con le ultime stagioni rende il tema ancora più evidente. Nel 2023 il Campionato Italiano per Società aveva registrato 25 squadre; nel 2024 a Brindisi erano state 20. Nel 2025, a Cecina, alla vigilia erano stati annunciati 42 equipaggi, definiti dagli organizzatori un record degli ultimi vent’anni.

Trabia 2026 si ferma a sei. Una differenza troppo ampia per essere letta come un semplice dettaglio statistico. Il numero non deve diventare un capo d’accusa: deve diventare una spia. E le spie servono per capire cosa sta succedendo prima che il problema diventi strutturale.

Perché così poche società? I costi di trasferta e di preparazione? La necessità di muovere atleti, accompagnatori e mezzi nautici? La collocazione in calendario? La formula? Il rapporto tra impegno richiesto e ritorno sportivo per i club? Sono domande, non risposte. Ed è esattamente da qui che dovrebbe partire il confronto.

Un Campionato da rendere di nuovo “delle società”

Il Campionato Italiano per Società ha una caratteristica che lo rende diverso dagli altri appuntamenti: non celebra soltanto il singolo atleta, ma porta sul campo gara il nome, la storia e il lavoro quotidiano dei club. Per questo dovrebbe essere, idealmente, uno degli eventi più accessibili, partecipati e aggreganti dell’intera stagione agonistica.

Se la partecipazione scende così bruscamente, la risposta più utile non è cercare responsabilità a distanza. È ascoltare le società che non sono partite, capire quali ostacoli abbiano incontrato e valutare se esistano correttivi capaci di rendere nuovamente attrattivo il Campionato su scala nazionale.

Anche perché il paradosso è evidente: la pesca in apnea italiana continua a esprimere atleti di altissimo livello, società attive e competizioni tecnicamente valide. La sfida è fare in modo che tutto questo patrimonio riesca a ritrovarsi, davvero, nello stesso Campionato.

Da Trabia due notizie

Trabia consegna quindi due notizie. La prima è sportiva ed è netta: I Love Pesca Sub è Campione d’Italia, con una prova che ha lasciato oltre tremila punti tra sé e la concorrenza. La seconda riguarda il movimento: sei squadre sono poche per un titolo nazionale per società.

La prima notizia merita gli applausi. La seconda merita attenzione. Senza sminuire chi c’era o la società organizzatrice, senza processi e senza scorciatoie. Perché difendere il valore di un Campionato significa anche avere il coraggio di chiedersi come farlo crescere.

Il tricolore 2026 va a La Manna, Sacco e Tarantino. La domanda sul 2027, invece, riguarda tutti.

Classifica finale