ph. Paolo Travaglia

Livia Bregonzio

Nel mondo dell’apnea, Livia Bregonzio è un riferimento assoluto. Un’atleta nata per l’apnea indoor, sebbene a questo sport non ci sia arrivata così presto. Ma per chi possiede, oltre alle doti atletiche, il pragmatismo che è tipico di Livia, il tempo non rappresenta un ostacolo: le prestazioni ed i risultati sono arrivati prestissimo e la hanno proiettata nell’empiro dell’apnea. È arrivata la Nazionale, i record italiani e quelli mondiali, i record assoluti. Importanti, ma non sufficienti ad appagare Livia, che continua a macinare metri in corsia, ad allenarsi e ad allenare, tanto che la prima domanda che possiamo porle è:

Pietro Lanzafame: Livia quali sono i tuoi programmi in questa stagione agonistica?

Livia Bregonzio: l’obiettivo di quest’anno è qualificarmi ai Campionati Italiani Assoluti per partecipare poi ai Campionati Mondiali che si disputeranno a Belgrado durante la prima settimana di Luglio. La stagione è lunga e richiede una minuziosa programmazione per non perdere i risultati raggiunti e mantenere lo stato di forma fino all’evento.

PL: Si dibatte ormai da tempo sul fatto che l’apnea possa o debba diventare disciplina olimpica. I World Games del 2025 sembrano essere l’anticamera di questo passaggio epocale. Nei tuoi programmi hai valutato la possibilità di essere in gara ai WG ’25? 

LB: si, è necessario centrare la qualifica, impresa non facile. I posti destinati al freediving sono 8, in particolare 8 per i maschi e 8 per le femmine, e saranno assegnati in base alla migliore combinata delle prestazioni DNF e DYN nelle gare di qualifica 2024, tra cui anche i Mondiali 2024 di Belgrado.

ph. Fabio Bonanno

PL: Seguendo le gare di qualificazione locali, si ha come l’impressione che le performance degli atleti si stiano via via livellando verso l’alto. Il numero degli atleti partecipanti cresce. Crescono i ragazzi delle categorie Young e i partecipanti agli “Special”. Come vedi tu il futuro di questa disciplina?

LB: da quando pratico questo sport, ho iniziato nel 2014, il numero dei partecipanti, a parte la pausa Covid, registra un trend di crescita regolare, soprattutto tra i giovani: dato incoraggiante perché in qualche modo è una disciplina che sta diventando attraente anche per questo pubblico. Secondo me saranno sempre di più gli appassionati, il numero di Istruttori è in aumento, i Club investono sulla formazione e lo scouting, le gare vanno sold out in poche ore, il numero stesso di competizioni a calendario è aumentato.

PL: Ultima domanda flash. Qual è, per te, il nemico numero uno dell’apneista? E quale la chiave del successo per riuscire a dare sempre il massimo?

LB: certamente la presunzione di allenare questo sport come tutti gli altri. Preparazione a secco, alimentazione, programmazione sono importanti nella realizzazione di una prestazione, ma la forza di un apneista risiede nella gestione mentale della performance e spesso noto che non si da il giusto rilievo a questo aspetto.

Cerco sempre di migliorarmi, una volta raggiunto un obiettivo la mia mente sta già pensando cosa può cambiare: osservo, analizzo, rifletto e sposto l’asticella più in alto.

ph. Paolo Travaglia