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Conferenza del Prof. Riccardo Cattaneo Vietti – Università Politecnica delle Marche
Tridente d’Oro 2010 – Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee Domenica 8 Marzo, ore 14.30 presso la sala Madrigale

Il secondo appuntamento con l’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee e i suoi Tridenti d’Oro riporta all’attenzione del mondo subacqueo la triste vicenda della Costa Concordia, un evento ancora fresco nella memoria di tutti, e che ha visto il mondo subacqueo in prima fila in tutte le operazioni, dal controllo dei danni alla ricerca di possibili superstiti all’ispezione della nave al monitoraggio delle condizioni ambientali.
Di questa vicenda, ma in un’ottica del tutto nuova e propositiva, si occuperà il  Prof. Riccardo Cattaneo-Vietti dell’Università Politecnica delle Marche, Tridente d’Oro 2010, che tratterà un tema “Le piattaforme sommerse del Giglio: opportunità o problema?” che molti subacquei, forse, già conoscono perché oggetto di alcuni blog e liste di discussione in rete. Nell’ottobre 2014, il Ministero dell’Ambiente bandì  la gara d’appalto per lo smantellamento delle strutture d’acciaio subacquee costruite per il rigalleggiamento del relitto della Costa Concordia, conformemente a quanto deciso all’epoca dell’affondamento della nave da crociera. È invece opinione dell’Accademia che, se fossero lasciate in situ, tali strutture diventerebbero una barriera artificiale in grado di favorire meccanismi tecnico-ecologici tali da incrementare la biomassa di pesci e invertebrati e dunque arricchire la biodiversità locale con effetti che tutti possono immaginare. Naturalmente sarà necessaria un’opera di pulizia e bonifica dei fondali interessati al cantiere ma le strutture d’acciaio, ormai ricoperte dal fouling, concrezioni animali e vegetali, è più opportuno che vengano mantenute, tenendo anche conto che le opere di demolizione creerebbero un inevitabile inquinamento ambientale, senza essere controbilanciate da alcun vantaggio. Inoltre, e questo non potrà che interessare tutti i visitatori dell’Eudi, non va assolutamente sottostimato il fatto che la presenza di queste strutture potrà stimolare entro breve l’avvio di un’attività subacquea nel rispetto del luogo e nel ricordo della tragedia attraverso la nascita non solo di un nuovo e importante sito d’immersione per tutti i subacquei, ma anche di una zona tutelata a tutto vantaggio di una splendida isola e del suo ambiente marino. In altri termini, i potenziali benefici sembrano essere di gran lunga superiori ai potenziali danni.

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