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(di Massimo De Pascalis)

Assetto e prime impressioni

Ho provato il Salvimar Wild Carbo 60, con condizioni di mare ideali per un tubetto così corto e pescando su un fondale di meno di 5 metri di profondità. Ho fatto a meno del mulinello che in questo caso l’azienda offre come accessorio opzionale. Sono entrato in acqua e ho impuganto l’arbalete con i guanti da 2,5 mm privi del dito indice che preferisco avere nudo. L’impugnatura Salvimar mi permette di sentire al tatto senza difficoltà il pulsante della sicura, aspetto importante per non trovarsi con un bel pesce davanti e la sicura inserita.
Purtroppo il mio dito indice arriva a stento sul grilletto (ho comunque le mani piccole), ma l’ottima fattura dell’impugnatura mi permette una presa salda. Il mare batte e le onde infrangono. Il Salvimar Wild Carbo 60 mi risulta un po’ pesante durante gli spostamenti all’agguato, ma al contempo mi offre una stabilità maggiore durante gli aspetti. Gira molta minutaglia e ciò non mi permette di poter provare il Salvimar Wild Carbo 60 con tiri lunghi su prede adeguate, quindi decido di cambiare tattica cercando qualche pesce in tana.

Pesca in tana

Durante i percorsi tra gli scogli alla ricerca di tane sento il Salvimar Wild Carbo 60 molto maneggevole e istintivo negli allineamenti con i bersagli. Durante dei controlli più accurati degli spacchi ho trovato utile il suo assetto negativo, perché poggiandolo davanti alle tane rimane fermo sul fondo. Finalmente la perlustrazione si conclude con una tana dove ci sono dei bei cefali sui quali poterlo testare con una vera e propria prova del fuoco. Preparo la discesa sul lato coperto alla vista dei pinnuti (della famiglia dei Mugilidae) e scivolo chiudendo gli occhi per qualche secondo e così farli abituare al buio della tana. Entro in tana contemporaneamente con la testa e il Salvimar Wild Carbo 60 pronto a scoccare il tiro ai cefali che giravano nervosamente al suo interno. Il tiro è stato perfetto, istintivo e potente quanto basta a passare il cefalo nella parte più dura.

Conclusioni

Posso quindi concludere che il Salvimar Wild Carbo 60 è un eccellente arbalete per un utilizzo sul basso fondale, dallo scatto fluido e leggero, semplice da usare e dal tiro istintivo. Unici lati negativi sono l’eccessiva distanza del grilletto (per chi ha mani un poco piccole e se si utilizzano guanti spessi) e l’assetto un po’ troppo negativo, che però con mare mosso può risultare utile.

Massimo De Pascalis e MGMSub

Romano, anno ‘62, la passione per la pesca in apnea di Massimo De Pascalis viene stimolata dal padre Carlo, che lo svezza alle diverse tecniche. Frequenta Circeo ed isole Pontine, ma anche Grecia, Corsica, Sardegna e Sicilia. A Roma si diploma come odontotecnico, e dopo qualche anno apre un laboratorio dove si specializza in restauri dentali e dispositivi gnatologici per il recupero di disfunsioni temporo mandibolari. Nel 1996 si trasferisce a Chieti, dove il rapporto con la pesca in apnea subisce un profondo cambiamento, visto che Massimo si deve adattare alla nuova condizione delle acque perennemente torbide di quella costa dell’Adriatico. Nel 2004 decide di ufficializzare l’attività di progettazione e realizzazione di arbalete in legno, creando la MGMsub. Tra i suoi arbalete, presentati già anche su AP, il più conosciuto è il CH90, anche noto con il nomignolo di Muletto.

Base e punti di forza degli arbalete MGMsub sono l’elevata brandeggiabilità, la leggerezza e la maneggevolezza dell’impugnatura, il cui angolo con la canna, la realizzazione su misura per la mano di ogni pescatore e il profilo anatomico non estremizzato, permettono di scoccare il colpo nelle posizioni più disparate.

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