Inchiesta dopo il Campionato italiano di pescasub femminile 2023
Un’inchiesta a freddo sulla pescasub femminile in Italia, al termine del Campionato Italiano Assoluto di Santa Maria di Leuca, ci sembrava il modo migliore per riaccendere un focus su un argomento che ha polarizzato l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori.
Ogni anno dopo il Campionato Assoluto di Pesca in Apnea, tutta l’attenzione si affievolisce e si tende a riporre quanto accaduto nel dimenticatoio. Quest’anno, tuttavia, qualcosa resta: forse per la prima volta, si può davvero ritenere che ci sia stata un’attenzione tutta particolare sul “movimento della pescasub femminile”. Purtroppo questa attenzione si è alimentata di molte, forse troppe, critiche a ciò che è stato e, soprattutto, a ciò che non è stato.

Un ruolo fondamentale, nel dare spazio a queste discussioni, lo hanno avuto, naturalmente, le esternazioni sui social network, terreno sempre fertile in questo senso.
Una premessa è d’obbligo: chi scrive crede – fermamente – nella possibilità del movimento della pescasub femminile; crede nella funzione e nel ruolo addizionale di stimolo che questo movimento della pescasub femminile – se opportunamente veicolato – possa avere per il rilancio dell’immagine della pesca in apnea; crede che alcuni aspetti regolatori delle competizioni possano essere rivisti nell’ottica di favorire la costruzione un’immagine spendibile da un punto di vista promozionale; crede, anche, che siano indispensabili interventi “politici” di incentivo e sollecito allo sviluppo dell’agonismo femminile partendo dal basso e cioè a livello di club e del circuito delle selettive. Ma non è delle opinioni personali dello scrivente ciò di cui questo articolo vuole occuparsi.
Questo scritto vuole porsi nell’ottica di un’inchiesta sullo stato di fatto della pescasub femminile. Tenteremo di farlo basandoci sull’accaduto, sulle fonti reperibili, sulle voci delle protagoniste e dei protagonisti.
Ed in quanto inchiesta, questo scritto non vuole dimostrare tesi, esporre opinioni personali, perorare cause (personalistiche e non), accertare colpe ed infliggere ( o suggerire pene). L’inchiesta si pone domande – le stesse domande che un lettore appassionato di questo sport si dovrebbe porre – e raccoglie elementi utili a trovare la risposta. Poi si ferma li, e lascia al paziente e riflessivo lettore, il carico di darsi una risposta.
Le domande che ci poniamo sono le seguenti: è davvero attuabile la pesca in apnea in rosa? Esiste oggi, per la pesca in apnea, un vero e proprio “movimento femminile”? Si può lasciare alla sola iniziativa o ispirazione personale della singola pescatrice il proporsi come atleta? Sta al DT della Nazionale o alle atlete della prima ora, la responsabilità dell’innesto di nuove leve? Cosa ne pensano davvero gli atleti uomini dello Pesca in Apnea al femminile?
Ma partiamo subito dai fatti!
Il Campionato Italiano Femminile di Pesca in Apnea 2023 ha luogo nelle acque pugliesi di Santa Maria di Leuca (LE) nei giorni 23 e 24 giugno appena passati. A prendere parte alla competizione, formalmente, 2 atlete, Emanuela De Lullo, che si aggiudicherà il titolo e Federica Randazzo, impossibilitata, per problemi di salute, ad entrare in acqua nella prima giornata e in gara, per appena tre ore, nella seconda.
Precedentemente, in data 14 febbraio la FIPSAS pubblica il regolamento particolare della gara ed in questo come partecipanti sono indicate Tiziana Martinelli, Alessandra Totaro, Alice Ferrari ed Emanuela de Lullo (le prime 4 classificate del Campionato 2022 di Trapani). Assenti nell’elenco Maria Fanito, che aveva comunicato il suo ritiro dalla competizione già al termine del Campionato Italiano 2022, e le due atlete Federica Randazzo e Cinzia Cara, benché entrambe avessero disputato quel minimo di due gare selettive necessarie, come da circolare normativa, per ottenere il diritto di partecipazione al massimo Campionato.

È del 26 aprile invece il comunicato ufficiale FIPSAS con il quale viene indicata la Nazionale Femminile che prenderà parte al Campionato Mondiale di Laredo in Spagna agli inizi di settembre. Titolari: Cinzia Assunta Cara, Emanuela De Lullo e Federica Randazzo. La squadra delle Campionesse Euro-Africane 2022 non convocata per “la scelta delle titolari uscenti di prendersi una pausa per subentrati motivi personali”.
Presto detto, i Social e le chat si popolano di commenti e delle più varie ipotesi, ma ben presto si concretizzano i dubbi che le stesse atlete, assenti tra le convocate, possano anche non prender parte al Campionato Italiano di Puglia. I rumors si trasformano ben presto in conferme informali da parte degli organizzatori della manifestazione, anche se subentra la notizia delle preiscrizioni al Campionato da parte dell’atleta sarda, Cinzia Cara e della siciliana Randazzo: la copertura delle tre posizioni a podio è garantita.
Da sottolineare in questo senso come, né il Regolamento particolare del Campionato, né la vigente Circolare Normativa per le attività subacquee FIPSAS, prevedano un numero minimo di atlete partecipanti per validare il Campionato.
Passano intanto i giorni, il Campionato si fa sempre più prossimo, ed arriva, sempre informalmente, la notizia del ritiro dell’iscrizione della Cara, per motivi personali.
Notizia fa, nell’ambiente, tra i più attenti, la partecipazione di Maria Fanito all’ultima selettiva di stagione a Crotone, il 4 giugno. Tuttavia la prima Campionessa italiana 2021, aveva già categoricamente manifestato il suo ritiro dal circuito delle competizioni nazionali ed internazionali e comunque la partecipazione ad una singola selettiva (peraltro l’ultima in calendario in tutta Italia) non consente l’accesso al Campionato Assoluto di pescasub femminile, a meno di un’improbabile deroga.
Le giornate di Campionato arrivano e come da aspettarsi al briefing pre-gara, a ritirare i cavetti sono presenti le due iscritte De Lullo e Randazzo.


Il Campionato si conclude con i risultati ufficiali che tutti abbiamo appreso dal media ufficiale dell’evento (Apneapassion, ndr.).
Fin qui la cronaca.
Nel frattempo, nel “multiverso” dei social network, queste notizie diventano argomento di alcuni dibattiti con posizioni a volte anche dure. Prima, durante e dopo il Campionato.
Uno di questi dibattiti, ad esempio, lanciava dubbi sul ritiro dell’iscrizione al Campionato della Cara. Sentita l’atleta sulla questione – naturalmente disturbata da quel post che aveva decretato sulla sua scelta senza che lei fosse stata interpellata – la stessa ci ha confermato come la sua assenza è stata motivata da una condizione di salute che non ne permetteva la presenza e che peraltro persisteva da qualche mese. Ne abbiamo approfittato per chiedere all’atleta se ci confermasse o meno la sua presenza al Mondiale di Laredo in Spagna, il prossimo settembre, ma anche in questo caso, Cinzia ci ha dovuto dare una risposta negativa: a causa di sue particolari esigenze lavorative, dovrà saltare anche quello. L’atleta tuttavia non esclude un suo ritorno alle gare, quando questa situazione lavorativa glielo consentirà ancora.
Si configura quindi una partecipazione al Mondiale della Nazionale femminile, non solo senza riserva, ma addirittura con due sole titolari. Ammesso sempre che non ci siano altri ritiri prima della partenza per Laredo…
A prevalere, dopo il Campionato, la polemica su una vittoria che – parole di molti commentatori su Facebook – sarebbe sminuita (perderebbe addirittura valore!) dalla presenza di due sole concorrenti, una, per di più, impossibilitata ad entrare in acqua. Qualcuno addita la Campionessa addirittura per non aver rinunciato al titolo dopo averlo ottenuto. Qualcun altro i regolamenti del Campionato. Altri ancora la Federazione che avrebbe dovuto annullare la gara. Per fortuna e da contraltare, i più ponderati sottolineano l’assenza di colpe da parte della Campionessa, invitando piuttosto al plauso per le due partecipanti, che quanto meno, hanno dimostrato, responsabilità nel partecipare.
Ma, è il caso di dirlo, i post non finiscono mai e le teorie sono le più varie. A tratti vengono fuori delle dichiarazioni, “digitate nero su bianco”, che lasciano intendere la conoscenza di fatti, che se dimostrati (se dimostrabili!), perderebbero il loro valore di semplici illazioni.
Abbiamo letto passaggi secondo cui un titolo, come quello femminile assegnato quest’anno screditi “chi veramente ha fatto il podio pescando realmente” e affondi completamente “la vera pesca in apnea”. Un post che ha peraltro ottenuto un “like” da una delle atlete quest’anno non in gara. Ma anche passaggi ironici quali quelli per cui nel campionato femminile si potrebbe far podio andando “con un retino a raccattare i pesci galleggianti scartati dagli uomini”: qui, se si va oltre la boutade ironica, non si sa se il “j’accuse” sia più per il retino o per lo scarto da parte degli uomini (su questi illeciti la normativa federale è molto chiara, ndr).
Ancor di più, da certe affermazioni, potrebbe sembrare che le assenze delle atlete siano state determinate da motivi diversi da quelli ufficialmente dichiarati dalla interessate. Qualcuno fa addirittura i complimenti alle atlete assenti perché “hanno mantenuto la loro posizione senza partecipare”. In altri passaggi si imputa la motivazione dell’allontanamento delle atlete alla “Fipsas che taglia completamente il budget per la nazionale femminile”.
Da altre affermazioni si legge “Personalmente, ma sono soltanto punti di vista personali, credo che dietro ci sono vicende riconducibili al mondiale di Arbatax, o alla promiscuità nella logistica delle trasferte, oppure legate al ruolo del CT all’interno di un’azienda del settore e altre cose che magari, con senso pratico, le donne hanno scelto di “manifestare” con l’abbandono…”.
I virgolettati corsivi sono naturalmente parole non nostre ma trascritte fedelmente da post e commenti. Non si sono fatti nomi a dimostrazione del nostro interesse per la tutela della privacy degli autori che d’altronde scegliendo liberamente di pubblicare sul social network si assumono implicitamente e totalmente la responsabilità delle affermazioni.
Questa una sintesi dei fatti, nell’ottica di riportare ciò che è stato agli occhi di tutti. Approfondire o continuare l’elencazione – e di materiale se ne troverebbe – sarebbe scadere nel gossip e nel pettegolezzo da cortile: intento che esula dalle finalità di queste pagine che aspirano a porsi come un’inchiesta seria.
Le interviste: Emanuela De Lullo

Passiamo quindi alle dichiarazioni rilasciate, a questo magazine, in interviste strutturate.
Il nostro direttore, Carlo Forni, ha sentito, nell’immediato post-campionato, alcuni dei protagonisti di queste vicende, a partire dalla Campionessa 2023, Emanuela de Lullo:
Carlo Forni (CF): “Ciao Emanuela. Non sono riuscito a complimentarmi per il tuo titolo. Come sai c’è molta polemica sul fatto che hai praticamente partecipato da sola. Quale la tua opinione?”
Emanuela de Lullo (EdL): “È stato un campionato molto difficile. Appena arrivata ho trovato avverse condizioni meteo marine, che mi hanno costretta ad una preparazione iniziale non come mi sarei aspettata. Successivamente le condizioni sono andate migliorando, anche se sempre molto instabili, con correnti che cambiavano in maniera repentina durante l’arco della giornata, rendendo l’acqua sporca.
In ogni caso, sono riuscita a scovare diversi spot interessanti, con più avvistamenti di dentici che mi hanno lasciato sognare ed insieme agli altri pesci tendenzialmente più stanziali, mi hanno dato un’ottima aspettativa per l’esito del campionato, ma in gara purtroppo non è stato così. Ho pescato con costanza e buon ritmo sia nel primo che nel secondo giorno, ma il pesce si è dimostrato molto mobile facendomi ripiegare così in spot alternativi, ma non è bastato per rendermi soddisfatta. Dunque una gara molto deludente sotto questo profilo.
Altresì deludente è stato scoprire solo mentre ero già a Leuca, che un’altra atleta (oltre a Federica Randazzo presente) aveva deciso di non gareggiare, dopo aver annunciato la sua partecipazione. In più tempo addietro, si era vociferato di una quarta in forse.
Dunque sono andata in Puglia con l’aspettativa di competere con le altre ragazze, ma mi sono trovata a gareggiare contro Federica che tra l’altro il primo giorno di gara mi ha confessato sul pontile di avere problemi di salute sopravvenuti il giorno stesso, ma di fatto non sapevo come si fosse evoluta la sua gara. Il giorno a seguire le condizioni di Federica erano finalmente migliorate e ci siamo trovate nel riscaldamento a centro campo gara, l’una accanto all’altra. Non posso nascondere un grande rammarico per aver avuto una sola competitor di fatto. Ma il lavoro che c’è dietro la preparazione di un campionato italiano, non può essere vanificato da assenze improvvise, motivi di salute sopravvenuti. Mi auguro che nelle prossime competizioni ci sia un folto numero di partecipanti, così da poter dare il giusto lustro alla disciplina della pescasub femminile.”
CF: “Quale opinione sul fatto che Martinelli Totaro e Ferrari abbiano lasciato, per ora almeno, tutte insieme le competizioni?”
EdL: “Personalmente non parlo mai degli altri, dunque mi sembra giusto che questa domanda venga rivolta direttamente alle interessate. Ognuna di loro avrà la propria motivazione, e non sono di certo io a poter entrare nel merito. Piuttosto il mio impegno è quello di tentare di allargare il movimento femminile. Già nei giorni scorsi 2 ragazze si sono aggiunte sl nostro gruppo ed una terza è in arrivo.”
CF : “Quali sensazioni per questo titolo?”
EdL: “Le sensazioni per questo titolo le ho già chiarite in gran parte nella prima domanda, aggiungo però, dopo il rammarico per le numerose non presenze, che sono soddisfatta per essermi concentrata con estrema attenzione e dedizione in tutti i mesi addietro, programmando ogni dettaglio del campionato anche grazie alla partecipazione attiva della C4 Carbon, che mi ha sempre sostenuta in maniera autentica, facendomi sentire parte di una grande famiglia.”
CF : “Mondiale: ti senti pronta? Cosa prevedi?”
EdL: “Per il mondiale, ho già iniziato il mio piano di allenamento, senza mai trascurare però i dettagli organizzativi, che ritengo possano fare la differenza in una competizione, per di più internazionale. Mi spiego meglio: arrivare in oceano senza aver scientemente organizzato gli spostamenti, gli alloggi, lo staff, e l’attrezzatura in base al posto, può creare incertezze e come noto, l’incertezza crea insicurezza. Le insicurezze che ogni pescatore e apneista hanno sulla terra si riflettono in acqua. È proprio questo il mio lavoro, arrivare pronta sotto ogni profilo, sia fisico che mentale, che organizzativo. Dunque mi sento pronta, seppur ci sono ancora dei piccoli dettagli da definire. Mi auguro che il Club Azzurro possa avere il sostegno che merita da parte di tutti. Grazie ad Apnea Passion per l’intervista.”
Federica Randazzo

L’altra atleta iscritta al Campionato ma, vittima di questa problematica fisica che ne ha reso, di fatto, impossibile la presenza in acqua, Federica Randazzo, ha così risposto:
Carlo Forni (CF): “Federica, un Assoluto che non è andato sicuramente secondo le tue aspettative. Cosa ti lascia l’esperienza di quest’anno?”
Federica Randazzo (FR): “Questo assoluto mi ha lasciato inevitabilmente l’amaro in bocca e la curiosità di sapere come sarebbe andata se avessi potuto gareggiare in salute. Già dall’inizio della settimana gli inconvenienti ed i contrattempi non sono mancati. Nonostante la preparazione di solo mezza giornata mi sentivo carica e pronta per affrontare le lunghe giornate di gara.
Ma la mattina della prima giornata un problema di salute, non prevedibile, ha fatto sì che io non potessi competere e mi ha costretta a stare a riposo tutto il giorno cercando di recuperare un minimo di forza per disputare almeno la seconda giornata, cosa che ho provato a fare ma come tutti sappiamo dopo circa 3 ore di gara il mio corpo ha detto basta. Ancora oggi non mi sono ripresa del tutto, ascolto il mio corpo e gli faccio prendere il tempo necessario per recuperare al meglio e tornare carica per i prossimi impegni.”
CF: “Sarai sicuramente al corrente delle polemiche di questi giorni? Quale la tua opinione?”
FR: “Cosa penso delle polemiche? Che in qualsiasi modo, ci sarebbero state comunque: l’anno scorso sono arrivata 5a e mi è stato detto: “vabbè eravate solamente 7, quindi è facile”. Quest’anno eravamo in due e di conseguenza non avremmo dovuto gareggiare. Quindi come la mettiamo la mettiamo non sarà mai abbastanza o, comunque, sarà sempre vista come una competizione di minor valore e rispetto. È vero: è strano vedere un campionato con sole due persone, neanche un podio pieno, ma c’eravamo! La pescasub è uno sport di nicchia già per gli uomini e la “versione femminile” (fammi passare il termine) è una nicchia nella nicchia e per questo credo che sia giusto che, indipendentemente dal numero delle partecipanti, il campionato si faccia. Ma non per il titolo, ma per far sbocciare uno sport già difficile di per se.”
CF: “Quale opinione sul fatto che Martinelli Totaro e Ferrari abbiano lasciato, per ora almeno, tutte insieme le competizioni?”
FR: “Credo che se Tiziana, Alice ed Alessandra abbiano preso un anno sabbatico o una pausa definitiva sia stato per dei motivi per loro validi o esigenze personali. Inutile negare che la loro assenza si sia sentita perché è sempre bello potersi confrontare con più persone ma per quest’anno è andata così. Vediamo cosa ci riserva il futuro, magari riusciamo a creare un bel movimento.”
CF: “Lasciamo il meglio alla fine… il mondiale?”
FR: “Tantissima emozione, ansia, paura ma altrettanta grinta. So di essere ancora inesperta e questa è la chiave che mi porta a dare ancora di più il massimo. Mi sto allenando in palestre e adesso inizierò in maniera ancor più intensiva gli allenamenti in mare. L’oceano è molto diverso da ciò a cui sono abituata ed è giusto che io ci vada più che pronta. Previsioni non ne riesco fare. L’unica certezza che ho, è che ce la metterò tutta. Che darò il meglio di me sia sul campo che fuori. Dobbiamo creare le basi per una bella squadra solida: e credo che le carte in regola ci siano!”
Ma non finisce qui…
Abbiamo visto, fin qua, quello che è avvenuto agli occhi dello spettatore di questi ultimi Campionati Assoluti di Pescasub Femminile. Sono state selezionate, tra le polemiche sui social, quelle che possono essere spunto di riflessione, se trattate con oculata cautela. Abbiamo sentito le due protagoniste iscritte al Campionato di Pescasub Femminile.
Il quadro non è certamente completo a questo punto: ma non vogliamo stancare i nostri lettori. Per questo, abbiamo raccolto nella seconda parte dell’inchiesta gli altri elementi utili. Entreremo nei dettagli delle assenze delle campionesse euroafricane titolari in Tunisia, con domande dirette al Direttore Tecnico, Marco Bardi. In più, vi faremo leggere, direttamente dalle interessate, chiamate in causa, tutto quello che non avete letto sui social.









