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Un nuovo Super Test di AP in un campo molto discusso e complesso, quello delle pinne con pale in composito: fibra di vetro o fibra di carbonio.

Dopo averle analizzate a fondo nelle Prime Impressioni delle pinne in composito, AP, come anticipato, è passata al Super Test. Le prove si sono svolte nella struttura più interessante, spettacolare e profonda a livello mondiale, la Y-40, che con i suoi – 40 metri, l’eccezionale trasparenza, la temperatura ideale e la stabilità dell’acqua (come già presentato da AP), rappresenta il luogo ideale per test di prodotti per le immersioni.

Le Aziende partecipanti

AP ha coinvolto le aziende più importanti e con i prodotti di maggiore qualità sul mercato internazionale. Hanno aderito al test, in ordine alfabetico, Alemanni (Speedy), Beuchat (Mundial Carbone), Cressi (Gara Modular Carbon), GFT (Alpha), Mares (Rasor Carbon), Pathos (Abyss), Salvimar (Boomblast), Seac (Motus Fibrex Pro) e Seatec (H2O).

Non hanno accettato la sfida C4 e Cetma Composites.

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I test 

La prova pratica delle pinne passa attraverso la valutazione di diverse qualità come leggerezza, morbidezza, spinta, robustezza, direzionalità, ecc. In questo test ci siamo concentrati su alcuni parametri specifici legati alle discese in verticale: Morbidezza, Leggerezza, Reattività e Spinta. Non sono stati, quindi, valutati aspetti più generali, come efficienza e morbidezza della spinta durante gli spostamenti in superficie, piuttosto che silenziosità e direzionalità delle pinne, aspetti utili nella pesca in apnea. I dati delle discese sono stati valutati su profondità fino ai 20 e ai 30 metri, valori validi per un utente dalle capacità apneistiche medio-alte. Attraverso ripetute discese e risalite con le diverse pinne abbiamo analizzato le sensazioni e i dati rilevati. Da un lato, si sono raccolte le valutazioni effettuate da apneisti esperti, dall’altro AP ha realizzato uno studio unico nel suo genere, con rilevamento delle curve di discesa e risalita rapportati al numero di pinneggiate effettuate, in modo da risalire nel modo più preciso possibile all’efficienza di pinneggiata di ogni coppia di pinne.

I tester

Abbiamo voluto realizzare le prove pratiche con l’aiuto di tester d’eccezione, per una valutazione delle pinne su diversi livelli. Il livello di esperto lo ha gentilmente ricoperto Marco Mardollo, che non necessita di presentazione, quale fondatore di Apnea Academy insieme ad Umberto Pelizzari, istruttore-allenatore FIPSAS e capace, nel 2008, di raggiungere i 140 metri in dinamica con la monopinna, oltre ad essere oggi responsabile della struttura Y-40. Il secondo livello è un stato coperto da un istruttore Apnea Academy, che non ha il curriculum di Mardollo, ma rappresenta sempre un apneista dalle ottime capacità. Infine, AP ha effettuato le sue valutazioni orientate più agli apneisti di medio livello, che poi rappresentano la fetta più ampia di pubblico e utenti.

Raccomandazioni

I test effettuati, specialmente quelli di misurazione, sono influenzati da aspetti legati alla tecnica di pinneggiata, oltre che alcune approssimazioni necessarie, e quindi non vanno presi come oro colato (diversamente dai test sulle maschere, che erano comunque più controllabili), ma servono comunque a dare una indicazione sulla efficienza delle pinne analizzate, e su alcuni punti di forza o di debolezza, soprattutto per un utente medio che le utilizzi con una tecnica di pinneggiata tradizionale e intuitiva. In generale, va inoltre tenuto conto che le pinne prese in esame sono fra le migliori sul mercato e che, come vedremo, le differenze di spinta ed efficienza sono comunque piuttosto ridotte. Infine, evidentemente nei test di rilevamento dati l’apneista è stato sempre lo stesso ed ha cercato di mantenere invariata il più possibile la tecnica di discesa e risalita.

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Dati rilevati e analisi

Per aiutarci nel rilevare i dati delle diverse discese effettuate da AP si è utilizzato un ottimo orologio computer da polso, il Mares Smart Apnea, che permette agevolmente di scaricare i dati a computer, oltre che rilevare direttamente le velocità di discesa nei diversi istanti.

Le discese, fino a 20 metri di profondità, sono state effettuate 3 volte per ogni coppia di pinne, in modo da avere un valore coerente ed evitare che vi fossero dati errati per via di una discesa riuscita meno bene delle altre.

I grafici di discesa rilevati per ogni coppia di pinne hanno indicato, con intervallo di campionamento di un secondo, la profondità raggiunta dall’inizio della discesa in modo da poter confrontare le curve di discesa per ogni prova.

Poichè in discesa la componente umana (come viene effettuata la capovolta) influenza sensibilmente la fase iniziale, si sono eliminati i primi 3 secondi. Si sono così allineate le profondità delle varie pinne al quarto secondo, facendo partire tutte le pinne da una profondità di 2,5 metri. Con buona approssimazione possiamo dire che da questo punto in poi la spinta effettiva delle pinne ha determinato la discesa dell’apneista.

Nel caso della risalita, invece, ciò che è stato fondamentale è stato escludere i dati degli ultimi metri di risalita, dove la positività dell’assetto influenza troppo la velocità. Si è quindi deciso di analizzare i dati fino a 3 secondi dalla superficie, mentre il punto di partenza è stato preso da – 17 metri per ripulire la risalita dalla fase di inversione del moto.

Non solo. Seppur la tecnica di discesa e risalita sia stata mantenuta il più constante possibile, cercando anche di effettuare pinneggiate di pari velocità e intensità con ogni tipo di pinna, qualche differenza c’è stata. In particolare, con le diverse pinne si sono effettuate un numero di pinneggiate in discesa e risalita leggermente diverso, anche prendendo la media delle 3 discese. Per poter valutare l’efficienza della pinneggiata si è dovuto quindi normalizzare i diversi numeri di pinneggiate ad un valore unico. Per esempio, prendendo come valore di riferimento 30 pinneggiate in discesa, un paio di pinne che hanno richiesto 29 pinneggiate avranno i valori di profondità per unità di tempo moltiplicati per 30/29. In questo modo potremo analizzare l’efficienza delle pinne a parità di numero di pinneggiate.

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Risultati rilevati

I grafici realizzati mostrano i valori di profondità in metri (asse verticale) rispetto al tempo di immersione in secondi (asse orizzontale).

Nel grafico che mostra la discesa viene quindi rappresentata la curva di immersione. Più questa scende rapidamente e più le pinne risultano efficienti e la discesa è stata rapida. In pratica, l’inclinazione della curva rappresenta la velocità di discesa; più la curva è inclinata verso il basso e più la discesa è stata rapida.

Nel grafico di risalita le curve più inclinate verso l’alto mostreranno le risalite più rapide e quindi le pinne più efficienti.

Discesa

Di seguito il grafico che mostra la curva di discesa con le diverse pinne. Le curve che appaiono più in basso rispetto alle altre, cioè con inclinazione maggiore, indicano pinne più efficienti. In particolare spiccano le Pathos Abyss, con una inclinazione superiore alla concorrenza praticamente lungo tutta la curva di discesa. Molto validi anche i valori di Salvimar Boomblast, Mares Rasor Carbon e GFT Alpha. I valori finali oltre il 23esimo secondo sono stati tagliati poichè influenzati dalla curva fatta dall’apneista a fine discesa, considerando che a quel punto era già nettamente negativo.

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Scheda confronto grafici discesa

Per meglio leggere il grafico, di seguito la tabella di confronto di ogni coppia di pinne con i grafici risultanti dai dati rilevati dal Mares Smart Apnea. I dati sono doppi solo per dare la possibilità di individuare più rapidamente le coppie di pinne che si vogliono confrontare, ma non c’è differenza fra i grafici sopra e sotto la diagonale della tabella (indicata con il simbolo – nelle caselle).

Alemanni Speedy Beuchat Mundial Carbone Cressi Gara Modular Carbon GFT Alpha Mares Rasor Carbon Pathos Abyss Salvimar Boomblast Seac Motus Fibrex Pro Seatec H2O
Alemanni Speedy  click  click  click  click  click  click  click  click
Beuchat Mundial Carbone  click  click  click  click  click  click  click  click
Cressi Gara Modular Carbon  click  click  click  click  click  click  click  click
GFT Alpha  click  click  click  click  click  click  click  click
Mares Rasor Carbon  click  click  click  click  click  click  click  click
Pathos Abyss  click  click  click  click  click  click  click  click
Salvimar Boomblast  click  click  click  click  click  click  click  click
Seac Motus Fibrex Pro  click  click  click  click  click  click  click  click
Seatec H2O  click  click  click  click  click  click  click  click

 

Dal grafico generale e dalla tabella sovrastante analizziamo le prestazioni di ogni pinna in discesa.

Alemanny Speedy

Le pale Alemanni Speedy sono state montate su scarpetta Pathos, visto che Alemanni produce solo le pale. Le Speedy sono abbastanza allineate alla media nelle fasi iniziali della discesa, dove probabilmente lunghezza e materiale meno reattivo non permettono di eccellere, mentre sono migliori mano mano dopo i -10 m, dove accelerano e ottengono performance allineate con le migliori pinne testate.

Beuchat Mundial Carbone

Seppur visivamente molto ben rifinite, complete con la propria scarpetta, le Mundial Carbone risultano abbastanza indietro rispetto alla altre pinne testate, più o meno a tutte le profondità. Certamente gli anni di questo progetto si sentono.

Cressi Gara Modular Carbon

Supportate da una scarpetta molto comoda e morbida, con sistema brevettato “Self Adjusting”, le Cressi Gara Modular Carbon sono efficaci nelle fasi iniziali della discesa, per poi assestarsi su valori di spinta costanti, inferiori alle migliori. Ricordiamo che la Cressi ha, nel frattempo, leggermente ammorbidito la gomma più dura delle due che compongono la scarpetta (la più dura in particolare compone anche i longheroni), per adattarsi meglio ai diversi tipi di pala. Ciò, evidentemente, potrebbe comportare un miglioramento delle prestazioni anche delle Gara Modular Carbon.

 

GFT Alpha

Come la stessa GFT ci ha anticipato, le pale Alpha, montate su scarpetta Salvimar K-Reinforced (non modificata), danno il meglio di loro dopo la fase iniziale di accelerazione, cioè nella velocità a regime, in particolare dopo i – 8 m.

Mares Rasor Carbon

Le Mares Raser Carbon non eccellono nei primissimi metri, fino a circa – 5 m di profondità, per poi accelerare sensibilmente con ottime prestazioni che diventano eccellenti dai – 12 m in giù.

 

Pathos Abyss

Pinne complete di scarpetta, le Abyss sono la vera scoperta di questo test, con prestazioni che, dopo i -3,5 m, in pratica risultano le migliori di tutto il gruppo, fino in pratica alla profondità massima raggiunta, grazie anche alla pala leggera e reattiva.

 

Salvimar Boomblast

Con la loro forma terminale e V accentuato le Salvimar Boomblast erano una incognita. In realtà i risultati rilevati nella discesa sono ottimi. Da inizio discesa fino ai – 15 m le Boomblast sono praticamente le pinne più efficaci dopo le Pathos, per poi continuare ad eccellere in linea con le superlative Mares Rasor Carbon.

Seac Motus Fibrex Pro

Versione più rigida e reattiva delle Motus Fibrex, le pinne in fibra di vetro della Seac sembrano quasi in fibra di carbonio, vista la reattività. Queste pinne, con scarpetta Seac rifinitissima in gomma di due durezze, hanno prestazioni in discesa più o meno allineate con le Cressi Gara Modular Carbon.

Seatec H2O

Abbastanza buone fino ai – 5 m, le Seatec H2O perdono efficienza mano mano che si scende in profondità, attestandosi su valori medio bassi dal sesto metro di profondità in poi. Va segnalato che, soprattutto dai – 6 m ai – 13 m circa, le Seatec perdono un poco rispetto alla concorrenza, per poi recuperare nei metri finali. Le Seatec sono pinne piuttosto lunghe che richiedono forse una tecnica di utilizzo diversa da quella tradizionale.

Risalita

Anche qui, come per la discesa, il grafico mostra la profondità in metri sull’asse verticale, e il tempo in secondi sull’asse orizzontale. La risalita è allineata per tutte le pinne a partire dai – 17 metri, visto che nel girarsi per risalire ed effettuare i primi calci con le pinne ci si trova più o meno con l’orologio a quella profondità.

 

Scheda confronto grafici risalita

Di seguito la scheda confronto di ogni coppia di pinne per analizzare meglio i grafici di risalita risultanti dai dati rilevati dal Mares Smart Apnea.

 

Alemanni Speedy Beuchat Mundial Carbone Cressi Gara Modular Carbon GFT Alpha Mares Rasor Carbon Pathos Abyss Salvimar Boomblast Seac Motus Fibrex Pro Seatec H2O
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Cressi Gara Modular Carbon  click click  click  click  click  click  click  click
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Mares Rasor Carbon  click click click click  click  click  click  click
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Seac Motus Fibrex Pro  click click click click click click click  click
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Dal grafico generale e dalla tabella sovrastante analizziamo le prestazioni di ogni pinna in risalita.

Alemanny Speedy

In risalita le Alemanni Speedy si comportano molto bene lungo tutta la curva, con valori sopra la media.

Beuchat Mundial Carbone

Come per la fase di discesa, anche in risalita le Beuchat Mundial Carbone risultano le più deboli del gruppo e risentono degli anni che hanno sulle spalle. Se la cavano comunque abbastanza bene fino ai – 12 m di profondità, punto dal quale non riescono più ad accelerare e risultano sensibilmente meno performanti della concorrenza. Si attendono con trepidazione le nuove pinne in composito della Beuchat!

Cressi Gara Modular Carbon

Ok nello stacco, le Cressi sono ottime nei primi metri di risalita, dai – 16 m fino ai – 13 m circa, per poi mantenere buone prestazioni che però perdono qualcosa rispetto ai migliori mano mano che si sale verso la superficie.

GFT Alpha

Ancora una volta le GFT Alpha confermano uno stacco dal fondo non eccezionale, contrapposto ad una velocità massima poderosa già prima dei – 14 m, che le posiziona ai vertici come prestazioni di velocità, con una curva nettamente più inclinata della concorrenza, a dimostrazione di pinne velocissime una volta raggiunta la velocità di regime.

Mares Rasor Carbon

Le Mares Raser Carbon mostrano prestazioni non eccezionali nei primi metri, per poi accelerare, come già visto nella fase di discesa, in modo eccellente dai – 14 m in su, indicando una ottima velocità di punta.

Pathos Abyss

Appena inferiori solo alle Salvimar Boomblast nei primissimi metri, le Pathos anche in risalita, seppur in modo meno netto rispetto alla discesa, sono le pinne di riferimento per efficienza e costanza di prestazioni.

Salvimar Boomblast

Le migliori nello stacco dal fondo, le Boomblast si comportano egregiamente fino a – 13 m circa, per poi allinearsi con la concorrenza fino a – 9 m, e infine, come verificato nella discesa, perdere qualcosa come velocità massima.

Seac Motus Fibrex Pro

Buone lungo tutta la risalita, le Seac non eccellono però mai, perdendo costantemente qualcosa in efficienza rispetto alle migliori.

Seatec H2O

Sotto la media della concorrenza soprattutto da – 14 m ai – 9 m, per poi recuperare velocità fino alla superficie. Nonostante la sensazione di pinne morbide e confortevoli, l’impressione anche qui è che le Seatec richiedano una tecnica di pinneggiata ad hoc.

Valutazioni dei tester

Dopo questa analisi piuttosto schematica dei dati rilevati, evidentemente non poteva mancare una valutazione più pratica delle pinne testate, basata sulle sensazioni di Marco Mardollo, l’istruttore Apnea Academy e di AP. In questo caso le voci hanno preso in esame Morbidezza, Leggerezza, Reattività e Spinta. I voti vanno da 1 a 10. Di seguito potrete leggere, scaricare e stampare le valutazioni dei tester e di AP, e i commenti a caldo cliccando sui link.

 

Marco Mardollo

Tester Apnea Academy

Apneapassion

 

 

 

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