Paolo Catania — atleta siciliano del circolo Libertas Sicilia Mare di Palermo — dopo un lungo periodo di assenza dalle competizioni nazionali, durante il quale ha continuato a frequentare il mondo dello sport come allenatore di nuoto, torna a calcare il palcoscenico dell’élite della pesca in apnea italiana. Il suo percorso di qualificazione ai prossimi Campionati Italiani Assoluti di Pesca in Apnea, che si disputeranno a Gallipoli, è stato tutt’altro che scontato: una stagione di impegno e sacrifici culminata con un prezioso 10° posto ai Campionati di Qualificazione 2024 a Trapani, lo scorso settembre 2024. Un risultato che segna per lui un ritorno di peso tra i grandi della disciplina.

Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio la sua storia, la sua preparazione, e le sue aspettative in vista dell’imminente sfida tricolore.
Apnea Passion Magazine: Paolo, quando e come è nata la tua passione per la pesca in apnea?
Paolo Catania: La mia passione per la pesca in apnea è nata praticamente insieme a me. Sono cresciuto a pochi passi dal mare e fin da piccolissimo mi immergevo, attratto da quel mondo sommerso che mi affascinava ogni giorno di più. Con il tempo, l’interesse si è trasformato in qualcosa di più profondo, grazie anche all’incontro con alcuni grandi campioni palermitani, che hanno rappresentato per me una fonte d’ispirazione fondamentale. Sono stati loro a trasmettermi non solo tecniche e consigli preziosi, ma anche quella motivazione agonistica che mi ha spinto a partecipare alle prime selettive, fino a raggiungere la prima categoria.

AP: Quali sono le tecniche di pesca che prediligi? E quali sono le prede che ti emoziona di più catturare?
Paolo Catania: Nel mio stile di pesca prediligo l’agguato a profondità medio-fonda, una tecnica che richiede grande autocontrollo, conoscenza del fondale e preparazione fisica. Le prede che amo di più insidiare sono senza dubbio cernie e corvine, pesci affascinanti sia per il loro comportamento che per l’abilità che serve a individuarli e catturarli. In queste occasioni utilizzo fucili lunghi, ideali per avere gittata e precisione nelle acque più impegnative.
Tuttavia, in gara è tutta un’altra storia: l’efficienza e la maneggevolezza diventano fondamentali. Per questo motivo, mi affido spesso a fucili da 75 cm, equipaggiati con fiocina K6 — un attrezzo eccezionale, progettato da Nicola Riolo, un grande amico con cui ho condiviso tante uscite, esperienze e avventure in passato. Con lui ho imparato che l’attrezzatura, se ben scelta e ben conosciuta, può davvero fare la differenza.

AP: Cosa ti spinge oggi a partecipare alle competizioni di pesca in apnea?
Paolo Catania: L’agonismo, per me, è prima di tutto un forte stimolo personale. È ciò che mi dà la carica per allenarmi con costanza e disciplina, anche quando il tempo è poco o le condizioni sono difficili. Dopo diversi anni lontano dai campi gara — in cui ho partecipato solo saltuariamente alle selettive — ho deciso di rimettermi in gioco con serietà. Questa scelta è nata dal desiderio di misurarmi ancora una volta con i migliori, ma anche dalla volontà di ritrovare un contatto autentico con quella parte di me che ha sempre vissuto il mare con spirito competitivo, ma leale. Riuscire a tornare nella prima categoria e qualificarmi agli Assoluti è stata una grande soddisfazione, frutto di determinazione e passione.

AP: Come stai preparando i prossimi Campionati Assoluti di Gallipoli? Hai già avuto modo di esplorare il campo gara?
Paolo Catania: Sto cercando di curare la preparazione sotto ogni aspetto. L’obiettivo è arrivare a Gallipoli in forma fisica e mentale ottimale. Cerco di andare in mare con regolarità, anche in inverno, affrontando sessioni a profondità impegnative per abituarmi al dispendio energetico e alla gestione della pressione. Alterno le immersioni a allenamenti in bicicletta, che mi aiutano a mantenere la resistenza cardiovascolare e a lavorare su gambe e fiato.
Per quanto riguarda il campo gara, purtroppo non ho ancora avuto modo di esplorarlo. Ma cercherò di sfruttare ogni occasione possibile prima della gara per fare una preparazione attenta. So bene quanto conti conoscere il fondale, le abitudini delle prede e le condizioni specifiche di zona: chi riuscirà a farlo meglio, avrà un grande vantaggio.

AP: Un tuo pronostico: chi saranno, secondo te, i cinque atleti protagonisti ai prossimi Assoluti?
Paolo Catania: Fare un pronostico per questo Assoluto non è mai semplice, specialmente senza conoscere bene il campo gara. Tuttavia, penso che i favoriti saranno sicuramente gli atleti locali, che potranno sfruttare la conoscenza del territorio e preparare le zone in maniera approfondita. Oltre a loro, avranno un ruolo da protagonisti tutti quegli atleti che riusciranno a fare una preparazione lunga e meticolosa, senza lasciare nulla al caso. In gare come queste, il talento è importante, ma lo è ancora di più la capacità di adattarsi, leggere il mare e prendere decisioni giuste sotto pressione.













