Apnea Passion Magazine ha avuto il piacere di intervistare Diego D’Alessandro, atleta pugliese del circolo LNI – Mola di Bari, sponsorizzato Beuchat – Best Divers. Con ben 15 Campionati Assoluti alle spalle, Diego si appresta a partecipare nuovamente al Campionato Italiano Assoluto di Pesca in Apnea, che si terrà il 27 e 28 giugno nel mare di Gallipoli, in Puglia. Ci ha raccontato il suo percorso, le sue tecniche preferite e il suo approccio alla competizione.

Diego D'Alessandro con un cavetto di pesce bianco

Apnea Passion Magazine: Quando e come è nata la tua passione per la pesca in apnea?

Diego D’Alessandro: Ho ricordi che risalgono alla mia infanzia. Fin da piccolo ero affascinato dal mare e dai suoi abitanti: i polpi e le seppie erano le mie prime ‘vittime’, catturate con un semplice bastone e una forchetta da cucina legata con il laccio delle scarpe. Crescendo, ho iniziato a seguire mio padre nelle sue battute di pesca, stringendomi al suo collo con il compito di segugio. È stato proprio lui a trasmettermi l’amore per questa disciplina. Con il passare degli anni, ho iniziato a prendere la pesca in apnea con sempre maggiore serietà, dedicandomi a questa passione anche durante i mesi invernali. Nel 2005, all’età di 22 anni, ho deciso di mettermi alla prova partecipando alla mia prima gara selettiva, in cui ho ottenuto un incoraggiante quarto posto. Da allora, la competizione è diventata parte integrante della mia vita sportiva, e oggi posso vantare la partecipazione a 15 Campionati Assoluti.

AP: Quali sono le tecniche di pesca che prediligi e quali prede ami catturare?

Diego D’Alessandro: La mia tecnica preferita è senza dubbio la pesca in tana e al razzolo. Mi affascina l’idea di esplorare gli anfratti e le cavità del fondale, cercando di individuare le prede nascoste. Tuttavia, trovo soddisfazione in tutte le tecniche di pesca, perché ogni cattura ha il suo fascino e la sua gratificazione, indipendentemente dal metodo utilizzato. Tra le specie che prediligo ci sono sicuramente i saraghi, le orate, le spigole, i dentici, le ricciole e le corvine. Se dovessi scegliere le prede che catturo più frequentemente, direi i saraghi e le corvine, complice la mia passione per l’utilizzo di fucili corti con fiocina, strumenti ideali per la pesca in tana.

Diego D'Alessandro spigola enorme

AP: Cosa ti spinge a partecipare alle competizioni di pesca in apnea?

Diego D’Alessandro: Devo ammettere che la ‘colpa’ è stata di Pietro Cascione, un forte agonista della mia zona, che mi ha fatto scoprire il mondo delle gare di pesca in apnea e mi ha consigliato di partecipare alla mia prima competizione. È stata un’esperienza che mi ha subito coinvolto: ho scoperto di avere un’indole competitiva e una grande voglia di mettermi alla prova per misurare il mio livello rispetto agli altri atleti. Dopo vent’anni di gare, l’entusiasmo è rimasto invariato. La competizione non è solo un’occasione per testare le proprie capacità, ma anche un’esperienza di crescita personale e sportiva. Ho avuto la possibilità di acquisire un’enorme esperienza di mare, di stringere amicizie sincere con altri agonisti e di esplorare zone d’Italia in cui, senza le gare, forse non avrei mai pescato. Ogni gara è un’opportunità per migliorarsi e imparare qualcosa di nuovo.

AP: Come ti stai preparando per i prossimi Campionati Assoluti? Hai già avuto modo di conoscere il campo gara?

Diego D’Alessandro: Il mio metodo di allenamento è piuttosto semplice: cerco di andare in mare ogni volta che ne ho l’occasione per mantenere costante il ritmo e migliorare la mia resistenza. Per quanto riguarda il campo gara, so che sarà Gallipoli, ma non conosco ancora con precisione le zone designate per la competizione. Tuttavia, ho già partecipato a numerose gare nelle vicinanze e sono abbastanza certo che alcune aree di gara saranno luoghi in cui ho già pescato. I fondali della zona mi piacciono molto: il coralligeno è ben sviluppato e offre molte opportunità per diverse tecniche di pesca. Credo che la competizione si svolgerà a varie profondità, quindi sarà fondamentale una preparazione minuziosa per ottenere un buon risultato.

AP: Un tuo pronostico: chi saranno i primi cinque atleti del prossimo Assoluto?

Diego D’Alessandro: Fare un pronostico è davvero difficile. Il livello degli atleti è altissimo e, mentre un tempo si potevano individuare quattro o cinque fuoriclasse, oggi il numero di pescatori in grado di competere per il titolo è salito a 15-20. Tutti hanno le carte in regola per salire sul podio. Forse, dopo aver avuto modo di esplorare il campo gara, potrò farmi un’idea più chiara su chi potrebbe avere un vantaggio, visto che alcuni atleti eccellono in determinate tecniche più di altri. Per ora, resta tutto aperto.

AP: Sei un atleta del Team Beuchat-Best Divers. Qual è il prodotto che preferisci e che utilizzi di più?

Diego D’Alessandro: Senza alcun dubbio, il mio prodotto preferito è la muta. Utilizzo una classica Beuchat Espadon Nera e ne possiedo tre con spessori diversi, compresa quella da 7 mm. Nonostante lo spessore, la morbidezza del materiale fa sì che non avverta quella sensazione di rigidità e goffaggine tipica di altre mute. Il comfort e la vestibilità sono eccezionali, e tra le mute di taglia standard non ho mai trovato nulla di paragonabile. Oltre alla muta, utilizzo con grande soddisfazione la torcia Cobra, che è diventata un accessorio imprescindibile nelle mie uscite, e gli arbalete Hero, che si sono rivelati strumenti estremamente affidabili e performanti per il mio stile di pesca.

Diego D'Alessandro con un bel dentice


Diego D’Alessandro si prepara dunque ad affrontare il Campionato Italiano Assoluto con la determinazione e l’esperienza di un veterano della pesca in apnea. Non resta che attendere giugno per scoprire come si evolverà la competizione nelle acque di Gallipoli.