Benti Sub è l’azienda di Ancona di Fabio Bentivoglio, un artigiano con una grande esperienza nella progettazione e produzione di mute su misura per la pesca subacquea, l’apnea e le immersioni. Non è il massimo per quanto riguarda la comunicazione ;), basta dare un’occhiata al suo sito web storico, ed ha un approccio molto sobrio, ma Fabio Bentivoglio è un uomo d’altri tempi, totalmente concentrato sul prodotto e sulla sua qualità, sia per quanto riguarda il taglio che i materiali.

Abbiamo così deciso di testare noi stessi le mute Benti Sub e abbiamo chiesto a Fabio di realizzare due mute da pesca subacquea, una per Claudio Marconcini e una per Roberto Poggioli. Lo abbiamo incontrato all’ Eudi Show 2025, la più grande fiera europea della pesca subacquea e dell’apnea, dove Fabio ha preso tutte le misure. Per l’apnea, presto avremo un’altra muta e la testeremo con Davide Tummolillo. Vediamo cosa ci hanno raccontato Claudio e Roberto dopo aver indossato le loro nuove mute e averle testate in mare.

Taglio e materiali speciali

L’eccellente taglio delle mute Benti Sub, come potrai nelle recensioni di Claudio Marconcini e Roberto Poggioli, presenta soluzioni davvero uniche. La parte posteriore del collo ha un design a V per la migliore aderenza al corpo. Le braccia e le gambe sono realizzate con due sole cuciture longitudinali lungo i lati, ma senza cuciture trasversali. Questo ovviamente elimina il fastidio delle cuciture.

Roberto Poggioli

“Nessuno più di me ha probabilmente difficoltà ad avere mute su misura precise. Ho un fisico particolare, in quanto ho braccia e petto molto grandi, e la zona del collo è sempre complessa per i produttori di mute. A volte, quando lavorano a una muta su misura per me, alcuni artigiani sono piuttosto disorientati dalle misure che prendono. Quindi, di solito, dopo aver ricevuto la mia muta, c’è sempre la necessità di lavorarci di nuovo e di ottimizzare alcune misure e forme, soprattutto, come detto, nella zona del collo e del mento.

Roberto Poggioli mentre testa il Cetma Shark Vela in occasione della premiazione internazionale per la definizione dei prodotti Best Choice 2025. Roberto indossa la muta Benti Sub, che considera "la migliore mai provata".

Quando ho ricevuto la mia muta in Yamamoto 45 liscio spaccato da 5 mm (Benti utilizza solo il miglior neoprene sul mercato), ho subito notato alcuni dettagli eccellenti del taglio. Le braccia, le gambe, ma in particolare la zona del collo e del mento, hanno un design speciale e incredibilmente curato. Un esempio su tutti è il mento, una zona sempre molto difficile per me, ma anche per molti altri pescatori in apnea. Benti conferisce al mento un eccellente profilo molto angolato che si adatta perfettamente e si mantiene sempre in posizione. Anche il collo è perfetto e sono davvero soddisfatto. Tutto il resto della muta ha un taglio incredibile e un neoprene di altissima qualità. Per me è la migliore muta che abbia mai indossato. Super! L’unico miglioramento che vedo riguarda la qualità visiva degli incollaggi che, anche se resistenti e ben fatti, non appaiono esteticamente belli come altre soluzioni di altre marche. Questo non influisce affatto sulla durata, ma potrebbe essere visto da alcuni come un punto debole.”

Claudio Marconcini

Claudio Marconcini con un'ottima cernia e la sua muta Benti Sub, che considera "la migliore mai provata".

“Ho avuto la fortuna di farmi prendere le misure direttamente dalle mani esperte del signor Bentivoglio all’EUDI di quest’anno. Ciò mi ha dato la possibilità di parlare con lui e di ricevere preziosi consigli sulle molte opzioni disponibili: materiali, soluzioni tecniche e combinazioni di colori.
Sia la giacca che i pantaloni sono realizzati in morbidissimo neoprene Yamamoto 45.
La giacca, in neoprene da 8 mm liscio spaccato, è dotata di un rinforzo per lo sterno per caricare gli arbalete e di un intelligente sistema a coda di castoro. Grazie a due strisce di velcro , può essere fissata alla parte inferiore e interna della giacca, lasciando lo spazio per ospitare la punta del pisciarino che rimane così centrato, evitando i fastidi che noi uomini conosciamo fin troppo bene.
È realizzata con un numero molto limitato di pezzi di neoprene, il che significa meno giunture incollate e di conseguenza una maggiore morbidezza.
Come pescatore subacqueo agguatista, credo molto nella mimetizzazione e, onestamente, le opzioni di colore del catalogo Bentisub non corrispondevano alle mie preferenze. Ho parlato con il signor Bentivoglio e gli ho spiegato di cosa avevo bisogno e quali colori avrebbe dovuto includere il motivo mimetico.
Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso quando ho aperto la scatola e ho visto il prodotto finito. È questo il bello dell’attrezzatura artigianale: puoi personalizzarla esattamente come vuoi.
I pantaloni, realizzati in neoprene foderato spaccato da 6,5 mm, sono completi di pisciarino. Ho chiesto che venissero realizzati con la fodera esterna è dei rinforzi in melco sulle ginocchia per evitare di rovinarli anzitempo strisciando tra le rocce.
La gamma di opzioni di mimetizzazione per le fodere è così ampia che ognuno può trovare la soluzione più adatta.
La morbidezza della muta è notevole, ma ciò che mi ha colpito di più – con tutto il rispetto per gli altri artigiani che hanno confezionato mute su misura per me – è la precisione del taglio, che rende questa muta una delle più comode, se non la più comoda, che abbia mai indossato.

Claudio Marconcini con un meraviglioso dentice e la sua muta Benti Sub, che considera "la migliore mai provata".

100% sostanza, non sempre visibile

Le mute Benti Sub che abbiamo ricevuto sono 100% sostanza e a volte mancano un po’ di qualità visiva. Sono infatti belle e ben realizzate, ma la qualità reale non è visibile al 100%. La qualità percepita degli incollaggi del neoprene e dei loghi stampati sulla muta sono belli, ma non i migliori che abbiamo visto. Ciò che invece è veramente magico è il taglio e la qualità del neoprene. Sono il top e, come letto nei commenti diClaudio Marconcini e Roberto Poggioli, il taglio è il migliore che abbiano mai provato. Cosa aggiungere di più? Bravo Fabio Bentivoglio!