Stefano Konjedic è certamente uno dei talenti più forti nella pesca in apnea e una nuova leva che promette veramente bene. Non a caso una Azienda importante come Cressi lo ha inserito in squadra creando quello che è oggi un team rinnovato con atleti fortissimi ed esperti come Luigi Puretti, e nuove leve in rapida crescita come Stefano. Lo abbiamo intervistato ed abbiamo avuto la brutta notizia che non potrà partecipare all’Assoluto, ma abbiamo comunque voluto ascoltare le sue risposte.

Apnea Passion: Quando e come è nata la tua passione per la pesca in apnea?
Stefano Konjedic: La mia passione per la pesca in apnea è nata quando avevo circa 10 anni. Fin da piccolo, io e la mia famiglia trascorrevamo le vacanze estive nel sud Sardegna, più precisamente nella località di Porto Pino dove vivono i miei zii. In quei brevi ma intensi giorni estivi, mio fratello, i miei cugini ed io, seguendo le orme di mio papà, abbiamo iniziato a cacciare con la fiocina e a mani nude i primi pesci: polpi, seppie e sogliole.
Ogni anno, non vedevo l’ora di tornare in Sardegna… Vista la mia passione, al compimento dei 16 anni, ho ricevuto il mio primo fucile subacqueo (questa è l’età minima consentita per praticare pesca subacquea, se accompagnati). Ricordo ancora l’enorme emozione di quel momento! Da li in avanti, poco a poco e anno dopo anno, ho approfondito la mia conoscenza sul mondo marino, aiutato da alcune figure fondamentali come mio papà e Silvio, il mio primo maestro… In seguito ho avuto un’opportunità incredibile: il 4 gennaio del 2018 sono andato a pesca con una persona speciale: Bruno De Silvestri. Aver potuto seguire con lo sguardo i suoi movimenti ha accelerato notevolmente la mia crescita come persona e come pescatore.

Da allora ho iniziato a far parte del suo equipaggio, ogni volta che tornavo in terra Sarda. Quelle giornate di mare indimenticabili fecero scattare qualcosa dentro di me; decisi così di lavorare per crearmi delle strade che mi permettessero di stare a contatto col mare il più possibile, sia per lavoro che per sport!
AP – Quali tecniche di pesca prediligi e quali le prede che preferisci catturare?
Stefano Konjedic: Essendo un agonista, ho cercato negli anni di imparare tutte le tecniche di pesca, in modo da essere il più versatile possibile e di potermi adattare alle differenti situazioni e scenari.

Quello che preferisco fare però è sicuramente la pesca in tana e in caduta, sia nel medio fondale che a profondità maggiori; la ritengo appagante e mi consente inoltre di sfruttare le potenzialità che ho costruito con l’allenamento durante gli anni di agonismo di apnea e nuoto pinnato.
Mi piace inoltre la pesca al razzolo; in questa tecnica è necessario scrutare ogni movimento e ogni particolare del fondale marino. Mi ritengo discretamente bravo in questo perché penso di essere un ottimo osservatore!
Apnea Passion – Quali motivazioni ti spingono a partecipare alle competizioni?
Stefano Konjedic: Le motivazioni sono molteplici: mi piace poter conoscere nuovi pescatori e avere possibilità di visitare luoghi diversi ma, il primis, è perché io sono un “agonista dentro“. Ho vissuto fin da piccolo di competizioni e adrenalina; è una cosa che fa parte di me.
Sono competitivo proprio nella vita, da una parte mi piace perché cerco sempre di dare il meglio di me, ma, dall’altra, alle volte vorrei non essere così accanito, in modo da prendere le cose un po’ più alla leggera.
L’altra motivazione è che credo che sia proprio l‘agonismo a farci attivare al 100% delle nostre possibilità, e questo significa solo una cosa: miglioramento repentino.

Apnea Passion: Niente Assoluto purtroppo!
Stefano Konjedic: A malincuore, quest’anno non potrò partecipare al Campionato Assoluto. Da Gennaio sono impegnato al lavoro con il corso per diventare Sommozzatore professionista dei Vigili del Fuoco.
Il corso è full time in diverse zone d’Italia; il termine è previsto per metà Luglio. In mare posso dire di esserci praticamente tutti i giorni, il problema è che da inizio anno sono riuscito ad andare a pescare poco più di una manciata di volte. Mi toccherà pazientare e sperare di arrivare preparato al Campionato di Seconda categoria l’anno prossimo.
AP: Un tuo pronostico, in ordine sparso, del prossimo assoluto.
Stefano Konjedic: Non mi sento di voler fare pronostici. In uno sport particolare come la pesca in apnea, nel quale a differenza di quasi tutte le altre discipline sportive dove salvo imprevisti, il più forte vince, qui invece possono subentrare innumerevoli variabili naturali e antropiche che mischiano le carte in tavola, rendendo le cose sicuramente divertenti, difficili e imprevedibili ma, alle volte, anche meno meritocratiche.
Mi sento di voler augurare la vittoria a chi merita davvero e con questo intendo alle persone giovani e meno giovani che, a parità di possibilità e tempo, fanno più rinunce e sacrifici per ritagliarsi dello spazio da dedicare al mare.
Apnea Passion: Cosa significa essere atleta Cressi?
Stefano Konjedic: Entrare a far parte del Team Cressi era uno degli obiettivi a cui ho puntato negli ultimi anni. Vestire questa maglia gialla è per me grande motivo di orgoglio, e non significa solamente “avere attrezzatura in cambio di pubblicità.”
Far parte di un team significa lavorare in gruppo per un obiettivo comune e in quanto atleta e tester, ho l’importante compito di mantenere un canale comunicativo diretto con l’azienda, permettendogli di avere i pareri sui materiali utilizzati. Questo spinge entrambe le parti a fare un lavoro sempre migliore e di qualità.

AP: Un commento sui prodotti vincitori del Best Choice / Best Value 2024 by Apnea Passion (quelli che hai provato): arbalete Victory, Comanche Rail, Cherokee Fast, muta Seppia, orologi King e Nepto.
Stefano Konjedic: I prodotti sopra citati sono davvero ottimi, non per niente hanno vinto i premi Best Choice e Best Value 2024 by Apnea Passion.
Sono un grande fan degli arbalete Comanche Rail perché ritengo possiedano importanti caratteristiche come versatilità, resistenza, ottimo rapporto qualità prezzo e cosa più importante, nel tempo ho costruito con quest’arma un feeling incredibile tanto che difficilmente quando premo il grilletto sbaglio il target.
Per quanto riguarda la muta Seppia, è assemblata con un neoprene molto morbido che si adatta comodamente alle caratteristiche di chi la indossa. La fodera mimetica esterna conferisce in aggiunta caratteristiche di resistenza e migliore mimetismo col fondale marino.
L’orologio King è per me un prodotto molto valido. I dati si leggono in maniera chiara e intuitiva, è resistente, i tasti non danno problemi neanche dopo mesi di utilizzo e, inoltre, grazie al suo design è piacevole da utilizzare anche fuori dall’acqua.
Per quanto riguarda gli altri prodotti, aspetto di poterli testare ulteriormente prima di darvi un opinione, anche se, per il momento, mi hanno lasciato piacevolmente soddisfatto.













