Dopo essersi laureato Campione Italiano di pesca in apnea ai Campionati Assoluti di Portoscuso, Fabio Dessì si prepara ad affrontare una nuova sfida: confermarsi tra i migliori atleti italiani nella prossima edizione del torneo, che si terrà nelle acque di Gallipoli. Lo abbiamo intervistato per conoscere meglio il suo percorso, le tecniche di pesca che predilige e le sue aspettative sulla competizione.

Fabio Dessì con un'altra bella cernia

Apnea Passion Magazine: Fabio, quando e come è nata la tua passione per la pesca in apnea?

Fabio Dessì: La mia passione per la pesca in apnea si è sviluppata gradualmente, anche se il richiamo del mare lo sentivo fin da bambino. Da piccolo andavo spesso a pescare con la canna insieme ai miei genitori, ma non avevo mai avuto l’opportunità di praticare la pesca subacquea.

Ricordo che alcuni amici e cugini avevano le attrezzature giuste: mute, fucili, torce subacquee. Io, invece, potevo contare solo su maschera e boccaglio, e quando ne avevo la possibilità, mi facevo prestare qualcosa per seguirli nei loro tuffi. Quella curiosità per il mondo sommerso è rimasta con me per anni, fino a quando, intorno ai 18 anni, ho finalmente potuto acquistare la mia prima attrezzatura.

La vera scintilla è scattata quando ho iniziato a pescare con mio cugino. Vedere pescatori più esperti catturare cernie enormi, dentici e ricciole è stato un colpo di fulmine: fino a quel momento, non avevo mai nemmeno visto quei pesci da vicino. A quel punto mi sono detto: ‘Se lo fanno loro, perché non posso riuscirci anche io?’. Così ho iniziato ad allenarmi con impegno, a seguire corsi e a migliorare la mia tecnica. Il resto è storia.

Fabio Dessì in azione

AP: Quali sono le tecniche di pesca che prediligi e quali sono le prede che ami catturare?

Fabio Dessì: Per me, ogni uscita in mare è una caccia al pesce di taglia. Non mi accontento di catture piccole: il mio obiettivo è sempre una grande preda, che sia una cernia, un dentice o una ricciola.

La mia tecnica preferita è senza dubbio la pesca in tana alle grosse cernie. Inizio solitamente con un agguato, esplorando il fondale e individuando i punti migliori. Non sparo mai all’ingresso di una tana sconosciuta: preferisco aspettare che il pesce si intani completamente, poi scendo con un fucile più corto e colpisco con precisione, assicurandomi una cattura netta.

Quando le condizioni lo permettono e vedo attività in acqua, mi dedico alla pesca all’aspetto ai dentici. È una tecnica che richiede pazienza e grande capacità di interpretare il comportamento del pesce, ed è sicuramente una delle mie preferite dopo la pesca in tana.

Fabio Dessì con una cernia dorata

AP: Cosa ti spinge a partecipare alle competizioni di pesca in apnea?

Fabio Dessì: Sono estremamente competitivo, quindi l’agonismo per me è naturale. Mi piace mettermi alla prova e cercare sempre di superare i miei limiti.
Nelle competizioni non conta solo la bravura, ma anche la capacità di adattarsi e fare la scelta giusta al momento giusto. Quando vedo un avversario ottenere un grande risultato, dentro di me scatta qualcosa: voglio riuscire a fare lo stesso, se non meglio. Questo spirito mi porta a migliorarmi costantemente, a cercare di essere sempre un passo avanti rispetto agli altri.

Fabio Dessì ed il dentice

AP: Come ti stai preparando per i prossimi Campionati Assoluti? Hai già avuto modo di conoscere il campo gara?

Fabio Dessì: In questo periodo mi sto concentrando molto sull’allenamento in piscina, lavorando sulla resistenza in apnea due volte a settimana. Quando il mare lo permette, esco per pescare e mantenere il contatto con l’ambiente naturale.
A breve intensificherò la preparazione specifica per la pesca profonda, esplorando zone con caratteristiche simili a quelle che troverò in Puglia. Mi allenerò su fondali sabbiosi e fangosi, alla ricerca di saraghi, corvine, capponi e cernie bianche, per abituarmi a una visibilità ridotta rispetto a quella a cui sono abituato in Sardegna.
Non conosco ancora bene i campi gara di Gallipoli, perché non ho mai gareggiato lì. Tuttavia, basandomi sulla morfologia del territorio, credo che il campo di gara sarà situato a sud della città, visto che a nord c’è il parco marino. Mi aspetto fondali sabbiosi con formazioni rocciose sparse, dove trovare spot poco conosciuti potrebbe fare la differenza tra una gara normale e una prestazione vincente.

cattura fiocinetta

AP: Chi vedi tra i favoriti per le prime cinque posizioni in classifica del prossimo Assoluto?

Fabio Dessì: Il livello della competizione è altissimo, quindi fare previsioni è sempre complicato. Ma se dovessi indicare cinque nomi, ecco la mia lista.
Innanzitutto, mi ci metto anche io: voglio essere tra i migliori e farò di tutto per confermarmi. Poi direi Cuccaro, che gioca in casa e conosce bene la zona. Puretti, anche lui pugliese, avrà più tempo per prepararsi rispetto a chi, come me, dovrà adattarsi rapidamente al campo gara. De Mola è una certezza: ha esperienza, talento e mentalità vincente.
Per il quinto nome, vedo bene Vallicelli. Due anni fa ha dimostrato di poter competere ad altissimo livello, e credo che abbia tutte le carte in regola per lottare per il podio.
Quindi, il mio pronostico per i primi cinque è: io, Cuccaro, Puretti, De Mola e Vallicelli. Ovviamente, nelle competizioni nulla è scontato e potrebbero esserci sorprese, ma questi sono i nomi su cui punterei.

Dopo il trionfo di Portoscuso, Fabio Dessì è pronto a difendere il titolo con determinazione e spirito competitivo. La strada per la riconferma sarà dura, ma una cosa è certa: nelle acque di Gallipoli, l’adrenalina e lo spettacolo non mancheranno.