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Abbiamo già parlato di molti tipi di richiamo per i pesci dal fondo.

Avevamo su tale argomento fatto una bella chiacchierata con Massimo Quattrone, pescatore in apnea professionista dall’enorme esperienza e responsabile prodotto della Salvimar. Se alcune tecniche come lo sbattere il calcio del fucile sullo scoglio, rilasciare una bollicina con la bocca, emettere un rumore gutturale, strofinare il calcio del fucile sul fondo o sbattete i denti, sono tutti richiami utili quando si è in immersione, e indicati per la pesca all’aspetto, ve ne sono altrettanti utilizzabili dalla superficie.

Questi richiami si basano prevalentemente sullo spostamento dell’acqua, ma anche su un effetto visivo. Lanciare un piccolo sasso pochi metri avanti a noi, piuttosto che dare il classico schiaffo sull’acqua un attimo prima di immergersi sono certamente richiami che spostano l’acqua e attraggono il predatore incuriosito e in cerca di cibo. Anche un riccio aperto e lanciato in acqua richiama il pesce, perchè genera un spostamento d’acqua, oltre, in aggiunta, a pasturare e quindi rendere il richiamo ancora più “credibile”. La pasturazione dalla superficie, li dove c’è in genere passaggio di predatori (tonni, ricciole, dentici), può dare dei frutti, così come richiami artificiali quali pesci e specchietti che uniscono l’effetto di richiamo per spostamento dell’acqua all’effetto visivo dei riflessi di luce che vengono generati.

Ricordate che se il pesce in acqua libera non è proprio presente, non c’è richiamo che lo farà apparire. Meglio provare a cambiare tecnica, passando dall’aspetto alla tana per esempio, oppure, se possibile, cambiare zona di pesca senza incaponirsi su una zona che non mostra presenza di pesce ne movimento di mangianza. 

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