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Molto spesso nelle pubblicazioni dedicate alle attrezzature subacquee si trattano pinne, maschere, mute e fucili, dissertando su materiali e prestazioni, dimenticando che uno dei più importanti strumenti, quale è il boccaglio, viene trattato con superficialità, anche se in realtà è quello che possiamo definire il cordone ombelicale che come subacquei ci lega alla nostra condizione di animali terrestri.

 

Cosa è

Il boccaglio viene spesso confuso con l’aeratore, del quale ne è solo una componente. E’ presente anche negli erogatori dell’ARO e ARA. In pratica, è quel dispositivo che, seguendo la conformazione della bocca, permette di poter respirare senza che possa infiltrarsi acqua durante le fasi respiratorie. Come vedremo in seguito, è uno strumento estremamente importante, del quale la funzione di guarnizione buccale rappresenta solo una delle sue utilità.

L’apparato masticatorio

Per rendere più facile la comprensione dell’influenza che questo dispositivo ha sull’intero organismo, è fondamentale fare una piccola descrizione dell’apparato masticatorio.

Articolazione temporo-mandibolare (fonte www.dentalnext.ch)

L’articolazione temporo-mandibolare, che di seguito chiameremo ATM, è composta essenzialmente da due parti: il condilo, che è parte del mascellare inferiore, e la fossa glenoide, nel mascellare superiore. Il condilo è ospitato all’interno della fossa glenoide ed è trattenuto al suo interno dai legamenti articolari, che gli permettono di fare movimenti che normalmente altre articolazioni come gomito o ginocchio non possono fare. Come tutte le articolazioni, il questa articolazione possiede un menisco che fa da cuscinetto tra condili e glenoide e che, durante la masticazione, ammortizza e facilita lo scivolamento. I movimenti che questa articolazione può fare sono incredibili: aprendo la bocca, i condili scivolano avanti e in chiusura tornano indietro. Spostando la mandibola a sinistra il condilo destro andrà avanti nella fossa glenoide e il sinistro indietro, chiaramente spostandola a destra si invertono le sequenze. Portando la bocca in avanti, entrambe i condili andranno avanti, e arretrandola andranno indietro. L’unico punto fisso di centratura dell’articolazione è l’occlusione dentale.

Fate una prova: mettete le dita poco più avanti dell’orecchio e iniziate a muovere la mandibola esasperandone i movimenti, sentirete il condilo che farà proprio i movimenti descritti, sarete sorpresi dalla sua incredibile mobilità.

 

Effetto del boccaglio

Le straordinarie caratteristiche dell’ ATM di muoversi nei tre piani dello spazio ne fanno un vero miracolo della natura, ma anche un vero e proprio punto debole, soprattutto quando teniamo in bocca per tante ore il boccaglio: i due perni di gomma che si interpongono tra i denti superiori e inferiori causano uno sbilanciamento occlusale e della centratura dei condili, con una conseguente sensazione che i molari tocchino prima degli incisivi, se non addirittura fenomeni algici (sensazione di dolore) in prossimità delle orecchie, facilmente confusi con delle otiti. In questo caso è  consigliabile un esame medico più dettagliato.

Nuove ricerche provano addirittura che un’occlusione condizionata da interferenze sia strettamente collegata ad uno stress psicofisico, che in alcune persone può sfociare addirittura in mal di testa e squilibri posturali. Tutti noi sappiamo quanto influisca lo stress nella capacità di potersi concentrare e nell’accelerazione dei battiti cardiaci, fenomeni sfavorevoli alla pratica della pesca in apnea.

 

La scelta del boccaglio

Dalla serie di dati che abbiamo, possiamo quindi affermare che, per evitare influenze negative sull’ ATM, è necessario che i cosiddetti pernini siano posti quasi al centro dell’emiarcata mandibolare, cioè in prossimità dei premolari, perchè così è possibile bilanciare meglio la pressione del condilo nella fossa glenoide e, inoltre, che i pernini siano più sottili e ampi possibile, così da poter essere distribuiti almeno su tutta la superficie di un dente.

Le flange del boccaglio non dovranno essere sovradimensionate, in modo che il boccaglio possa essere facilmente espulso con il solo movimento della bocca.

La scelta di un aeratore non va mai sottovalutata: si spende tanto per un paio di pinne che aiutano nel risparmio delle energie, pur avendo già un ottima spinta, rischiando di vanificare questo vantaggio a causa dello stress prodotto dall’aver scelto un pessimo boccaglio.

 

Massimo De Pascalis e MGMSub

Romano, anno ‘62, la passione per la pesca in apnea di Massimo De Pascalis viene stimolata dal padre Carlo, che lo svezza alle diverse tecniche. Frequenta Circeo ed isole Pontine, ma anche Grecia, Corsica, Sardegna e Sicilia. A Roma si diploma come odontotecnico, e dopo qualche anno apre un laboratorio dove si specializza in restauri dentali e dispositivi gnatologici per il recupero di disfunsioni temporo mandibolari. Nel 1996 si trasferisce a Chieti, dove il rapporto con la pesca in apnea subisce un profondo cambiamento, visto che Massimo si deve adattare alla nuova condizione delle acque perennemente torbide di quella costa dell’Adriatico. Nel 2004 decide di ufficializzare l’attività di progettazione e realizzazione di arbalete in legno, creando la MGMsub. Tra i suoi arbalete, presentati già anche su AP, il più conosciuto è il CH90, anche noto con il nomignolo di Muletto.

Base e punti di forza degli arbalete MGMsub sono l’elevata brandeggiabilità, la leggerezza e la maneggevolezza dell’impugnatura, il cui angolo con la canna, la realizzazione su misura per la mano di ogni pescatore e il profilo anatomico non estremizzato, permettono di scoccare il colpo nelle posizioni più disparate.

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