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Guardando sempre più oltre i confini europei, siamo andati fino in Brasile e abbiamo fatto due chiacchiere con un fortissimo atleta internazionale, il brasiliano Francisco Loffredi, sicuramente noto per le incredibili catture di enormi dimensioni, oltre che una grande persona per la sua simpatia e affabilità, e smisurata passione per la pesca subacquea, al punto che ha lasciato giacca e cravatta per questo sport!

Francisco Loffredi è un pescatore subacqueo professionista e giornalista di Rio de Janeiro. Laureato anche in Management, ha lasciato il lavoro in giacca e cravatta nel 2000 per dedicarsi alle sue passioni: la pesca subacquea e l’oceano. È Istruttore Scuba certificato dal 1990 e giudice internazionale CMAS.

Come concorrente, Francisco si è distinto come pescatore in apnea di pesci grossi, collezionando Trofei Big Fish nelle competizioni di pesca subacquea in Brasile e in tutto il mondo. Nel 2013 è diventato l’unico concorrente ad aver vinto nello stesso anno i tre trofei della Blue Water World Cup, individuale, a squadre e preda più grande (vincendolo di nuovo nel 2015). Membro della Nazionale brasiliana di pesca in apnea nei campionati continentali e mondiali, nel 2015 è stato nominato capitano della squadra, debuttando con una vittoria al Campionato Panamericano 2015 ad Acapulco, la prima vittoria all’estero del Brasile in 40 anni. Nel 2018 è arrivato secondo al Campionato Nazionale del Kuwait e ha vinto il premio per la preda più grande alla CMAS World Cup for Clubs in Tunisia. Francisco detiene attualmente 3 record mondiali di pesca in apnea.

 
 
Dal 2019 Loffredi è il capitano della squadra nazionale di pesca in apnea degli Stati Uniti, il primo straniero in assoluto a ricoprire questo incarico.

Francisco nel 2013 ha ricevuto dal governo brasiliano lo Sport Honor Merit Award, la più alta onorificenza dello sport amatoriale brasiliano. Loffredi è l’ambasciatore della pesca in apnea per Cressi Sub, uno dei marchi più importanti e storici del settore. Oltre a Cressi (Italia), è anche sponsorizzato da Osklen  (Brasile), BR Marinas (Brasile), BYS (USA) e Paralenz (Danimarca).

L’iconica collezione estiva OCEANS di Osklen è stata ispirata dallo stile di vita acquatico urbano di Francisco, ed è ad oggi la collezione più venduta del marchio.

Unendo la pesca alla cucina, Francisco è riuscito a portare la pesca in apnea all’attenzione del grande pubblico. Proprietario della principale pescheria di Rio e con il suo programma televisivo di dibattiti e cucina, è diventato il riferimento locale in materia di cibo a base di pesce e pesca.

Sebbene non sia uno chef, l’abilità nella cucina del pesce di Francisco gli è valsa la reputazione di autorità nella cucina oceanica. Ha vinto il prestigioso Master Lobster Chef Cook Off nel 2019. Ha piatti di pesce a lui intitolati in diversi ristoranti in tutto il mondo, come “Loffredi’s Polenta di Testa” servita al trendy The Fat Radish di Manhattan o “Peixe do Loffredi” a Guimas, i bistrot più tradizionali di Rio de Janeiro.

Francisco ha scritto la proposta iniziale per MoNa Cagarras, il parco marino di Rio ed è membro del consiglio. È responsabile di imporre regole più severe per le competizioni di pesca in apnea locale, aumentando il peso minimo e le quote.

Le abilità apneistiche di Francisco sono al servizio anche nell’industria cinematografica. Ha crediti come Stunt Diver e Water Producer in numerosi film brasiliani e hollywoodiani, innumerevoli spot pubblicitari e video musicali. Maggiori dettagli sulla sua carriera sullo schermo di Francisco nella sua pagina IMDB.

Francisco Loffredi con Vincent Cassel
Francisco Loffredi è certamente un atleta e una persona straordinaria e poliedrica, ma ovviamente volevamo saperne di più sulle sue capacità, le tecniche, le esperienze e la passione per la pesca in apnea.

ApneaPassion: Francisco hai una grande esperienza e sei un atleta del Cressi Team. Quali sono le tue tecniche di pesca in apnea preferite?
Francisco Loffredi: Mi piace cacciare le cernie nelle tane. È quello che ho fatto per vivere a Rio ed è ancora la mia tecnica preferita. Negli ultimi 10 anni circa sono stato più coinvolto nella pesca dei pesci pelagici nel blu, il che può essere divertente e molto gratificante. Ma posso anche dire che la mia pesca preferita è quella che si fa in un posto nuovo con nuove specie. Niente batte la sfida della scoperta. Sparare e mangiare un nuovo pesce è magico!

AP: Hai vinto molte competizioni, quali sono quelle che ricordi come più emozionanti e importanti e perché?
FL: Ho molti più trofei Biggest Fish rispetto al 1° posto e ne sono felice perché sono sempre stato interessato ai pesci grossi :). Vincere un trofeo in una competizione internazionale è la sfida più grande per un concorrente. Andare in un posto nuovo, conoscerne i segreti e riuscire a competere contro la gente del posto è molto difficile, quindi di sicuro i miei premi preferiti sono quelli assegnati all’estero. Sono fortunato ad aver portato a casa premi da gare di pesca in apnea in Africa, Messico, Stati Uniti, Medio Oriente e Mediterraneo.

Tra le gare più avvincenti e importanti mi vengono in mente due:

Coppa del Mondo Blue Water 2013, dove ho vinto 1º Individuale, 1º Team e Preda più grande con un bellissimo Marlin. Essendo un completamento della pesca nel blu, ero fuori dalla mia zona di comfort, gareggiando in una modalità molto diversa da quella di tutti i giorni.

La CMAS World Cup of Clubs del 2018, dove ho vinto il Biggest Fish Trophy. Questo è stato molto importante per me perché la pesca in apnea nel Mediterraneo è la sfida più grande per un subacqueo non mediterraneo, poiché storicamente i pescatori in apnea sono quasi imbattibili nelle loro acque di casa. Questa competizione è stata ancora più impegnativa poiché lì vi erano oltre 10 titoli mondiali “in acqua”, leggende come Mazzarri, Molteni, Riolo e Delbene hanno gareggiato insieme ai campioni in carica Vasiliou, Maccioni e Astorga. Questo è probabilmente il trofeo vinto più duramente sulla mia bacheca !!!

AP: Sei un grande esperto di pesca ai grossi pesci, quale specie preferisci cacciare e quali sono le loro caratteristiche/difficoltà specifiche nella cattura?
FL: Mi piace cacciare e mangiare grandi cernie e forti pelagici. Nonostante sia molto diverso nel comportamento e nella tecnica, c’è un’abilità che è unica per tutta la pesca ai grossi pesci: assestare un tiro ottimale! Bisogna prendersi sempre il proprio tempo e non provare mai colpi “miracolosi” su un grosso pesce. Sia durante la caccia a grossi pesci di fondo che a pelagici pesanti, la maggior parte delle persone si eccita e accelera il momento dello sparo e così tante volte rovina un’opportunità irripetibile. Ho imparato tanto tempo fa di premere il grilletto su un pesce grosso solo quando sono certo di poter assestare un colpo che lo riporterà a casa nel mio forno. Se non sono assolutamente sicuro aspetterò un’occasione migliore, anche perchè molte volte il pesce ti darà una seconda possibilità se te la giochi bene.

AP: Verrebbe da pensare che per catturare un pesce “enorme” serva un fucile da pesca “enorme”, ad esempio in legno molto lunghi e pesanti, con un gran numero di elastici, come spesso si usa negli Stati Uniti, ma la tua tecnica è diversa. Puoi descriverla sia dal punto di vista dell’attrezzatura che dell’azione tecnica di pesca in apnea?
FL: Come ho scritto su un post di Instagram qualche tempo fa…  “Per sparare a pesci grossi servono grandi ambizioni e un’arma agile e precisa”. Oggi vedo un sacco di persone che nuotano in giro con bazooka subacquei e il più delle volte il risultato è una pesca in apnea sciatta, colpi asssestati nella pancia delle prede e molti pesci feriti ma non catturati.
Credo che la posizione del tiro sia il fattore più importante per portare a casa con successo un grosso pesce. Affinché l’asta colpisca il pesce esattamente dove voglio, ho bisogno di arbalete agile e preciso (personalmente utilizzo un Cressi Cherokee Ocean 120 con doppio circolare da 14 mm e asta da 7 mm) che posso manovrare facilmente in acqua per colpire il mio bersaglio dove voglio. I grossi arbalete da pesca di legno sono molto potenti e a volte precisi, ma non sono facili da manovrare e rendono più difficile l’avvicinamento al pesce e la mira. I grandi “cannoni” di solito producono spari da troppo lontano e che colpiscono il centro del pesce, non l’ideale quando si cacciano pesci grandi.

Sono sicuro che molte persone non saranno d’accordo con me, è una questione di opinioni. Ma guardiamo la Blue Water World Cup, il torneo mondiale di pesca in apnea con il pesce più grande. Ci ho gareggiato quattro volte, in tre ho catturato il pesce più grande. Sempre con arbalete con guida asta tradizionali, mentre la maggior parte dei miei avversari gareggiava con grandi arbalete in legno per la pesca nel blu. Ci deve essere del vero in quello che sto dicendo :).

AP: Facendo riferimento alla domanda precedente, puoi descrivere come hai applicato la tua tecnica specifica a una delle tue grandi catture?
FL: Nella Coppa del Mondo Blue Water del 2013 ho vinto il trofeo per il pesce più grande, con un marlin di oltre 80 chili. Avrei potuto sparare al pesce prima, ma invece mi sono preso il mio tempo, ho lasciato passare il marlin per poterlo sparare alla testa, ma da dietro. Questo è molto meglio per due motivi;
1.  Le teste di pesce hanno un cranio molto duro nella parte frontale, ma molto più morbido dalla parte posteriore, più facile da penetrare, quindi con un arbalete più leggero devo sparare alla parte posteriore della testa se voglio la penetrazione.
2.  Un tiro perpendicolare su un forte pesce pelagico ha molte più possibilità di rompere l’asta o strappare il pesce rispetto a se l’asta colpisce il pesce con un angolo più piccolo, poiché essa rimarrà più vicina al corpo del pesce e farà meno resistenza contro l’acqua quando il pesce nuoterà via, riducendo la possibilità che l’asta si rompa o si muova.

AP: Arbatax deve essere stata un’esperienza fantastica ma difficile. Cosa puoi dire ora e cosa hai imparato da quello che sicuramente non è stato per te e per la squadra il risultato che volevi raggiungere?

FL: Il Team USA ha commesso due errori costosi ad Arbatax. Il primo è stato perlustrare l’area di gara per tutti i nostri giorni della preparazione in Sardegna e non avere effettuato un solo giorno di pesca fuori zona. In secondo luogo, non abbiamo compreso a priori che lo scorfano sarebbe stato il pesce vincente e decisivo del torneo.

Nonostante la nostra brutta prestazione, Arbatax è stata un’esperienza incredibile, soprattutto per aver potuto assistere alla “storia che si faceva”, poiché credo che De Mola abbia portato lo sport a un altro livello con la sua tecnica di tuffo con due arbalete. Sicuramente ha vinto il migliore!

Per quanto riguarda la controversia sulla profondità, vedo queste competizioni super profonde come parte dell’evoluzione di questo sport e non ho problemi con esse, nonostante siano molto sfavorevoli per me come atleta e capitano. Ogni competizione nel Mediterraneo sarà così d’ora in poi. Poiché i campionati del mondo si svolgono in diversi paesi, anche i pescatori in apnea esperti in altre condizioni come scarsa visibilità, mare agitato o acque fredde avranno la possibilità di mostrare le loro abilità. L’unica cosa che cambierei ad Arbatax è che penso sia necessario che tutti i campionati del mondo abbiano anche punti poco profondi nel campo gara.

L’organizzazione è stata fantastica e vorrei cogliere l’occasione per completare Simone Mingoia e il suo team per il duro lavoro e l’evento di successo. Una cosa però mi ha fatto arrabbiare in Sardegna è stato vedere l’hotel ufficiale che serviva cernie minuscole per cena per più serei. Mentre questo massacro di piccole cernie viene fatto commercialmente, i pescatori sportivi non possono per regolamento catturare una cernia bruna durante la competizione?!?! Non ha senso per me!”

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