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I convocati al primo collegiale di preparazione al Mondiale di Apnea Indoor 2016. L’affiatamento è già al Top! Vai Italia!

 

Da sinistra Mauro Generali, Andrea Vitturini, Silvio Mercadante, Alessandro Zacheo, Massimiliano Vidoni, Vincenzo Ferri, Luciano Morelli, Dott. Marco Mangino, Aurelio Manganaro, Antonio Mogavero, Fabio Benevelli (Allenatore Mongiardino e Di Poi), Mauro Stefanello, Tatiana Di Poi, Monica Barbero (Direttore Tecnico), Roberto Bortolotti (allenatore Generali), Cristina Rodda, Francesca Nassini, Martina Mongiardino, Tiziana De Giulio. 

 

Non ancora ufficializzato, ma sembra cosa fatta, il Campionato Mondiale di Apnea Indoor 2016 si disputerà in Italia, Lignano Sabbiadoro (UD), dal 6 al 12 Giugno. Parte così la fase 1 della preparazione della Nazionale Italiana di Apnea Indoor, in vista di questo importantissimo appuntamento in casa. Dopo il Campionato Mondiale di Apnea Outdoor 2015 ad Ischia, l’Italia torna protagonista anche nel 2016. Non sono però semplicemente le location a dare lustro all’Italia, ma soprattutto la forza e la preparazione dei nostri Campioni. Basti pensare che nel 2015 ad Ischia, l’Italia è uscita vincitrice con 10 medaglie, delle quali ben 5 ori, 4 argenti e un bronzo. E non solo, anche agli scorsi mondiali Indoor in Francia, a Melhouse, l’Italia è stata leader del medagliere con 8 podi, pari a due ori, cinque argenti e due bronzi.

E sarà ancora colei che ha portato la nostra nazionale a conquistare i mondiali in terra francese, Monica Barbero, Direttore Tecnico della Nazionale di Apnea Indoor, ha selezionare e guidare la squadra ai Mondiali di quest’anno. E proprio con lei abbiamo scambiato quattro chiacchiere in occasione del primo collegiale svoltosi a Roma gli scorsi 5-6-7 febbraio, presso il Centro di preparazione Olimpica dell’Acqua Acetosa a Roma. 

 

Sopra – Monica Barbero, Direttore Tecnico della Nazionale, accenna un sorriso concentrato: la squadra è veramente forte, ma non si deve mollare mai!

 

AP: Come è nata l’idea di questo primo incontro dei candidati a far parte della Nazionale che parteciperà ai Mondiali Indoor 2016?

MB: Ho voluto 3 collegiali per monitorare gli atleti nei 3 momenti dell’anno: inizio, metà e poco prima del Mondiale. L’ultimo appuntamento avverrà a circa un mese dal Mondiale. Solo in questa occasione effettuerò la selezione del Team Italia. 

AP: Quali atleti sono stati convocati per questo appuntamento?

MB: Tutti gli atleti che hanno partecipato allo scorso Mondiale, dove mancano Ilaria Bonin, impegnata altrove, e Alessia Zecchini, che purtroppo ha avuto un problema di salute, ma che si rimetterà presto. A questi campioni sono stati aggiunti gli atleti del “Progetto del talento”, fortemente voluto da FIPSAS, soluzione rivolta agli atleti più giovani che non hanno mai fatto parte della nazionale, futuro del nostro sport. Tra questi Antonio Mogavero, anno 1997, e Martina Mongiardino, anno 1990. 

AP: Già, il futuro dell’apnea Indoor, come lo sosteniamo?

MB: Bisogna appunto lavorare sui giovani, già dai 15 anni di età. In questo modo si imposta un piano di sviluppo, specialmente nella specialità con monopinna, che richiede lavori e movimenti specifici. 

AP: Bene, e i giovani come si coinvolgono?

MB: A mio parere, una ottima iniziativa è quella di invitare le scolaresche agli eventi, certamente il Mondiale di quest’anno sarebbe una ottima opportunità. Devo dire che FIPSAS e il CONI hanno già in passato realizzato il progetto “Subacquando in Apnea”, coinvolgendo tre società affiliate Apnea Futura, Agonismo Sub Torino e Mozzate Sport, che hanno coinvolto quasi 100 ragazzi dell’età compresa fra gli 11 e i 15 anni. 

AP: In questi due giorni e mezzo cosa puntate di trasmettere agli atleti, che programma di lavoro avete?

MB: Certamente punteremo ad offrire spunti agli atleti sulle metodologie di allenamento, in modo che poi ogni atleta possa trovare l’allenamento specifico più adatto a se. Siamo partiti venerdì con esercizi di apnea dinamica senza attrezzi (DNF), cioè la rana, analizzando la tecnica della nuotata. Sabato svolgiamo attività rivolte alla dinamica con attrezzi (DYN), con monopinna. Gli esercizi saranno di Stop & Go, cioè una fase di apnea statica e poi partenza in dinamica. Infine, domenica ci concentreremo sulla dinamica con attrezzi, con due pinne. In questa fase, in generale, ci si concentra molto sulla tecnica, anche con riprese video. Solo successivamente si lavorerà sulla distanza. 

 

 

 

AP: Dalla Francia all’Italia, quest’anno si gioca in casa, quali i vantaggi e quali invece i punti a sfavore?

MB: Certamente competere in italia può essere un vantaggio, perché molti atleti conoscono la piscina, e ciò conta molto, ma anche la tranquillità di avere una organizzazione italiana può far sentire gli atleti più a loro agio. Di contro, può esserci l’ansia di dover dimostrare qualcosa in più, magari andando oltre i propri limiti, sotto gli occhi dei propri familiari e amici. 

AP: E quali sono le nazionali più forti e da temere?

MB: Non sottovalutiamo nessuno, ma agli ultimi mondiali, insieme all’Italia, certamente Francia e Croazia hanno mostrato di avere squadre forti con grandi campioni. Se nel maschile siamo tre nazioni che se la battono, devo dire che il team femminile italiano ha prevalso nettamente. 

 

Se i giovani sono il futuro, abbiamo voluto parlare un poco con i due più giovani del gruppo, Antonio Mogavero e Martina Mongiardino. Il primo, pugliese, di Salice Salentino, scopre la passione per l’apnea da un’altra, quella per la pesca in apnea.

 

Sopra – Antonio Mogavero e Martina Mongiardino, gli atleti più giovani fra i convocati

 

AP: Dalla pesca in apnea all’apnea pura. Ma quando hai iniziato a pescare? E quando il passaggio all’apnea?

AM: Praticamente da sempre, credo di aver avuto 10 anni quando ho iniziato ad effettuare le prime pescate. Poi, a 15 anni, i miei genitori mi hanno iscritto ad un corso di apnea, e da li ho iniziato a praticare anche l’apnea pura. Marco Ruzza, del CST Padova, mi ha poi convocato per le prime gare. 

AP: E poi?

AM: E poi ho iniziato a partecipare alle prime gare, e a 18 anni ho raggiunto la distanza di 75 metri con monopinna, per poi passare alla categoria Elìte. Nel 2015 mi sono iscritto al Campionato Italiano nelle categorie statica, mono e bipinna. 

AP: Cosa si prova a 19 anni ad essere convocati nel collegiale della Nazionale Indoor?

AM: Sono emozionatissimo, quasi spaventato. Sono qui con i più grandi campioni del mondo delle varie specialità, un onore.  

AP: E, visto che AP tratta tutto ciò che è apnea, e quindi anche la pesca in apnea, il tuo primo amore, cosa pensi dell’agonismo in questo settore?

AM: Ho partecipato ad una gara di pesca in apnea, e mi sono accorto che l’ambiente non è dei migliori, ho visto tanta scorrettezza. Preferisco godermi la pesca per il mio piacere personale. 

AP: Vista la tua giovane età, su di te impatteranno molte limitazioni che sempre più stanno colpendo la pesca in apnea, purtroppo condannata da chi conosce molto poco il mare e l’impatto (molto selettivo e minore dell’1% rispetto a tutta la pesca in mare ndr) che questo sport ha sul popolamento marino. Cosa pensi delle AMP e della chiusura assoluta solo alla pesca in apnea (mentre sono possibili tutti gli altri tipi di pesca, palamiti e reti comprese ndr)?

AM: Non ha senso privare le persone del mare e di questi spazi, mentre i pescatori professionisti possono perfino utilizzare le reti nelle zone C delle AMP. Mi sembra assurdo. 

AP: E coloro che postano carnieri pazzeschi su Facebook, tra l’altro carnieri che superano i limiti di pesca giornaliera?

AM: Anche questo aspetto mi sembra totalmente senza senso, anzi, sbagliato. Dovremmo dare una immagine pulita dei pescatori in apnea, come lo sono la maggior parte, che amano uno sport favoloso, dove si pesca per mangiare pesce fresco e pescato in modo sano, guadagnandoselo. Capisco una bella preda importante, oppure i pescatori professionisti, che possono superare i 5 Kg, ma, sinceramente, mi sembra un modo sbagliato di rappresentare la categoria, dando la falsa impressione di pescatori che fanno carneficine. Sappiamo, invece, che spesso si prendono semplicemente un paio di pesci, alle volte neppure quelli!

AP: Tecniche di pesca in apnea preferite?

AM: Caduta e aspetto

 

Dal team maschile a quello femminile, squadra veramente micidiale, anche agli ultimi mondiali. Lo scorso anno non era presente Marina Mongiardino, genovese, la più giovane delle convocate al collegiale. 

AP: Martina, come sei arrivata all’apnea Indoor?

MM: Faccio nuoto da quando ho 5 anni, e fino al 2010 ho gareggiato nel settore agonistico. Successivamente sono passata al nuoto pinnato. Mentre mi allenavo, spesso vedevo gli allenamenti degli apneisti e mi sono incuriosita. Ho provato l’apnea speed, ma in realtà non mi sembrava realmente apnea, così veloce e di potenza. Poi lo scorso anno sono passata all’apnea pura, che per me è la vera apnea. 

AP: Dal nuoto, al nuoto pinnato, allo speed, fino all’apnea Indoor. Ne hai provate di discipline, quali sono le differenze?

MM: Posso certamente dire che l’apnea Indoor ha solo una parte legata alla preparazione fisica, aspetto più importante nelle altre discipline, mentre l’aspetto mentale aumenta la sua centralità nell’ottenere il risultato. Il fisico in pratica arriva solo fino ad un certo punto, poi si continua con la testa. E’ difficile dire quale aspetto ti permetta di uscire più tardi dall’acqua, ma certamente serve molta preparazione mentale in tal senso. E’ li che noi giovani dobbiamo lavorare, ed è li che molti atleti meno giovani possono ottenere risultati eccezionali, grazie all’esperienza e ad un percorso che hanno fatto. Anche i giovani devono poter effettuare questo percorso di crescita ed esperienza. Per esempio, lo scorso anno ho partecipato al Campionato Italiano, subito nella categoria Elìte, perchè ho fatto il passaggio dalla Speed. Credo, però, sia stato un passaggio troppo veloce. 

AP: Cosa si prova ad essere a questo collegiale?

MM: E’ fantastico, come è eccezionale allenarsi con dei campioni come il team italiano. La squadra femminile, poi, rappresenta la squadra Campione del Mondo. Allenarsi con Alessia, Tatiana, Ilaria e Cristina è uno stimolo pazzesco. Per me sono un grande punto di riferimento. Ho il piacere e l’onore di allenarmi costantemente con Tatiana di Poi. 

AP: Come va la preparazione?

MM: Mi sono laureata a marzo dello scorso anno in architettura, e solo a settembre ho ripreso ad allenarmi in modo completo. Sono quindi ancora all’inizio della preparazione, ma mi sento bene. Poi l’apnea mi aiuta molto a scaricarmi dal lavoro che faccio, fra ufficio e viaggi. 

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