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La seconda maschera testata da AP nella rubrica raggi X dei super test AP è la nuova M70 della Seac.

Già presentata nel servizio su tutta la gamma dei nuovi prodotti 2016 (molti) realizzati da Seac per la pesca in apnea, la M70 è, come la Noah, è la maschera di punta della gamma Seac.

In breve

L’aspetto principale della nuova maschera Seac, già lanciata nel 2015 nella versione nera, denominata L70, è il sistema costruttivo a telaio integrato a lenti e facciale tramite incollaggio (tecnologia semi-frameless), anzichè incastro. Ciò determina due vantaggi fondamentali, forte riduzione del volume interno, e miglioramento della visibilità grazie alla possibilità di avvicinare le lenti agli occhi di circa 5 mm, proprio per il minore spessore del telaio. Ancora, il sistema incollato riduce la gomma che andrebbe a coprire le lenti della maschera lungo il loro perimetro di circa 1 mm; un ulteriore vantaggio nell’ottimizzazione della visibilità.

La M70, disponibile nelle colorazioni verde e marrone, è realizzata con lenti molto ampie e sagomate in modo netto e squadrato, per offrire il massimo della visibilità nei punti chiave per il pescatore in apnea e l’apneista puro. Il silicone del facciale risulta leggermente duro rispetto alla media della concorrenza. Questo aspetto può ridurre il comfort, ma anche offrire una maggiore durata del facciale nel tempo, perchè questo, in teoria, resisterà maggiormente alla deformazione e alla possibile perdita della forma originale. Rimanendo sul facciale, questo presenta il tradizionale doppio labbro di tenuta interno lungo tutto il profilo. Lo spazio per il naso è piuttosto ampio, anche se si va a stringere abbastanza i punta. Il design complessivo è accattivante, con il telaio che si vede su tutta la parte frontale perchè non è annegato nel silicone del facciale, ma incollato sopra allo stesso. Bisogna dire che l’incollaggio sembra impeccabile e estremamente resistente. vedremo con una prova di durata se queste sensazioni verranno confermate.

Il silicone del facciale è opacizzato esternamente, con effetto antiriflesso, che potrebbe spaventare il pesce o semplicemente segnalargli la nostra posizione. Peccato non vi sia anche il trattamento opacizzante interno, che ridurrebbe il possibile riflesso dei raggi solari sulla parte del facciale e verso gli occhi, con possibile effetto abbagliante.

Le lenti sono in vetro temperato da 3 mm, un valore piuttosto standard, sotto il quale è sconsigliabile scendere. Seac comunque effettua dei test a campione sulle lenti, per garantire la massima robustezza e sicurezza per il pescatore in apnea o l’apneista. Ciò viene realizzato tramite una macchina che fa cadere una sfera di acciao da una certa altezza sulla lente della maschera. Chiaramente la prova è superata se la lente non si rompe.

Le fibbie del cinghiolo presentano un sistema basculante, funzionale, con struttura più complessa di altre soluzioni in commercio, che sembra essere meglio collegato al facciale, proprio all’altezza del telaio. Soluzione, questa, che ottimizza l’aderenza della maschera al viso. Dal punto di vista del collegamento cinghiolo-facciale-telaio, il silicone più rigido può offrire qualche vantaggio in termini di stabilità della maschera sul viso.

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Prova in mare

Indossando la M70 sul viso la prima sensazione è quella di un facciale molto stabile e con ottima tenuta, confermata poi durante la prova in mare. Il silicone leggermente meno morbido rispetto alla migliore concorrenza influisce però sul comfort, che risulta un poco ridotto. Ciò è confermato, dopo 4 ore di pesca, da una segnatura piuttosto presente sul volto.

La vicinanza delle lenti agli occhi è estrema, e, grazie anche alle ampie lenti con profilo esterno perfettamente sagomato, determina un campo visivo ottimale, dove quasi non si percepiscono la cornice del telaio e il facciale. Unico punto dove è appena percettibile una copertura, è quello in alto centralmente.

La stessa vicinanza delle lenti al volto riduce notevolmente il volume interno, con una conseguente ridotta necessità di compensare la maschera. Peccato che questo design determini anche, nel nostro test, un leggero sfioramento delle ciglia, quando le si sbattono, sulle lenti, aspetto che riduce parzialmente il comfort visivo. Poiché ogni volto ha la sua forma, sarò quindi importante provare bene la M70 sul viso in fase di valutazione: il potenziale della maschera è alto, ma potrebbe essere parzialmente compromesso dal contatto delle ciglia con le lenti.

Il boccaglio, disponibile anche nella versione mimetica Kama, ha una sezione del tubo piuttosto ampia, che non affatica la respirazione, anche se aumenta il volume morto interno (volume d’aria già respirata che rimane nel tubo e viene nuovamente inalata quando si inspira). Il tubo risulta piuttosto duro, soluzione che evita ogni schiacciamento, ma che si sente alla lunga sulla testa, e richiede di spostare il punto di appoggio di volta in volta perché crea un leggero indolenzimento sul cranio. Inoltre, la forma e la rigidità del tubo non consentono di posizionarlo all’interno del lacciuolo della maschera, in posizione dietro la testa. Soluzione questa, che eviterebbe ogni vibrazione, e quindi rumore, in fase di discesa.

Misura del volume interno

Dopo il primo test di misura del volume interno dell Salvimar Noah, si è proceduto nello stesso identico modo con la Seac M70, utilizzando lo stesso manichino, siringa riempita d’acqua e modalità di misurazione. Ripetiamo quindi come i risultati ottenuti si riferiscono al manichino in polistirolo, preso come forma standard di una testa (maschile), e quindi non danno un valore di volume interno assoluto, ma relativo, importante per capire le differenze di quantità di aria interna alla maschera fra un modello e un altro. Queste differenze misurate sono certamente attendibili, ma possono comunque variare leggermente da volto a volto.

Al termine della misurazione, si è svuotata una intera siringa da 60 ml, mentre nella seconda sono rimasti 21 ml, con un risultato finale di 99 ml per la Seac M70. Il risultato è molto competitivo, e posiziona la M70 subito dietro alla Salvimar Noah, che ha ottenuto il volume ridottissimo di 94 ml. In realtà, la vicinanza delle lenti permetterebbe un valore del volume interno anche inferiore, ma si crea nella zona della fronte un volume inutilizzato, che fa crescere il volume interno finale. Attendiamo di scoprire i volumi interni delle delle altre maschere testate da AP, e che verranno pubblicati nelle prossime settimane.

Misura visibilità

Altro test chiave per le maschere è quello della misura della visibilità della maschera, aspetto molto curato nelle maschere per la pesca in apnea e con soluzione a telaio incollato a facciale e lenti. Utilizzando lo stesso identico sistema di misura già applicato per il calcolo della visibilità della Noah, si è proceduto all’effettuazione dei rilevamenti fotografici per la M70.

Quindi si è nuovamente utilizzato il manichino con inserita la GO-PRO al suo interno, fissando la posizione relativa del manichino rispetto al bersaglio in modo analogo a quanto fatto con al Noah. I risultati sono stati impressionanti.

E’ confermata, tra l’altro, la sensazione avuta durante la prova in mare, dove l’unico leggero punto cieco, ma si parla di una zona limitatissima, è quello superiore e centrale. L’effetto è dovuto non tanto al brodo interno del telaio, quanto alla protuberanza dello stesso proprio nella parte alta e centrale fra le due lenti. Qui, lo spessore è notevole, probabilmente per rinforzare la parte più critica e delicata del telaio stesso. In realtà, sembrerebbe “bastare” una diversa distribuzione della plastica del telaio, e quindi una riduzione della protuberanza, per ottimizzare la visibilità anche in questo punto. Il risultato finale di visibilità della M70 è comunque veramente ottimo, con i seguenti valori:

Nord: 75, Nord-Est: 65, Est: 55, Sud-Est: 55, Sud: 80, Sud-Ovest: 65, Ovest: 80, Nord-Ovest: 85, per un voto complessivo pari a 560, leggermente superiore anche alla ottima Noah.

Voti finali

La Seac M70 risulta una maschera di valore, ma con alcuni punti da perfezionare. Si passa da aspetti chiave molto positivi, come il primato nella visibilità, l’ottimo volume interno ridotto, e una qualità apparentemente impeccabile dell’incollaggio facciale-lenti-telaio, per poi avere qualche neo nel comfort del silicone del facciale, piuttosto che una limitazione, su alcuni volti, dovuta allo sfioramento delle ciglia sulle lenti, oppure l’utilizzo di un boccaglio con tubo eccessivamente duro. La tabella voti sintetizza quanto descritto.

 

 

 

 

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