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Dopo le “Prime impressioni” sulle pinne Salvimar NEXT, SYSTEM ONE e BOOMBLAST DYNAMIC, AP con il Super Test è andato oltre, con rilevamenti delle velocità, dello sforzo indicato dai battiti cardiaci e del numero di pinneggiate, sia nello spostamento verticale a scendere e salire, sia in quello orizzontale in superficie.

Per supportarci nelle nostre prove abbiamo utilizzato due computer da polso molto interessanti: l’UP-X1 della molto attraente e ricercata linea Umberto Pelizzari della Omer, disegnata dalla Momo Design, e lo Smart Apnea della Mares. Come unicità, il primo offre l’innovativo sistema di rilevamento dei battiti cardiaci tramite cardiofrequenzimetro da porre sul torace, sotto la muta, il secondo misura la velocità di discesa e di risalita, una funzione utile soprattutto per gli apneisti puri. Grazie poi ai software di analisi dei dati rilevati, abbiamo potuto fare uno studio approfondito delle prestazioni delle pinne Salvimar.

Analisi dinamica visiva

Le comodissime NEXT offrono una buona spinta in condizioni non estreme, cioè a profondità non superiori a 15 metri e spostamenti in superficie a velocità moderata e senza corrente contraria, altrimenti la pala morbida flette troppo e la spinta risulta parzialmente compromessa. La flessione estrema della pala, proprio davanti alle dita del piede, è facilmente visibile nel video e nello screenshot seguenti.

Le SYSTEM ONE sono molto più dure delle NEXT, offrono maggiore spinta, ma meno comfort. La flessione della pala è inferiore, soprattutto davanti alle dita del piede, e risulta molto limitata nella zona terminale.

 

Con le BOOMBLAST DYNAMIC le prestazioni sono ottime in ogni condizione, mentre lo sforzo risulta limitato, così come l’affaticamento.  La pala si piega uniformemente con curvatura parabolica su tutta la sua lunghezza.

Reattività dei materiali

La grande differenza fra NEXT e SYSTEM ONE rispetto alle BOOMBLAST DYNAMIC è certamente il materiale. Il polipropilene è piuttosto economico, con buona, ma non eccellente elasticità. Per questo motivo quando la pala in plastica flette, ritorna nella posizione rettilinea con un certo ritardo. Per far funzionare una pala di questo tipo, soprattutto se molto morbida, le pinneggiate dovranno essere ampie. La fibra di carbonio è in pratica il materiale con maggiore elasticità in commercio, oltre che superiore resistenza. Quando la pala in fibra di carbonio flette, ritorna immediatamente nella posizione rettilinea, e restituisce così una spinta notevole. Per questo tipo di pala non c’è praticamente ritardo nel ritornare nella forma rettilinea dopo la flessione. Tutto ciò è chiaramente visibile negli screenshot dei video di risalita con le tre diverse pinne: nella foto sottostante da sinistra NEXT, SYSTEM ONE e BOOMBLAST DYNAMIC. Nell’inversione della pinneggiata le NEXT sono le pale più in ritardo, con ancora una forte curvatura rimasta dalla fase di pinneggiata precedente, le SYSTEM ONE evidenziano la stessa curvatura, ma ridotta, mentre le BOOMBLAST DYNAMIC sono praticamente già in posizione rettilinea.

Risultati AP test

Andiamo a vedere come le nostre Prime Impressioni siano confermate oppure confutate dai dati del test.

Le prove si sono suddivise in:

  1. Conteggio numero di pinneggiate in discesa verticale a – 20 metri
  2. Conteggio numero di pinneggiate in risalita verticale da – 20 metri
  3. Misura velocità di discesa e risalita a diverse profondità (Smart Apnea)
  4. Misura velocità di stacco dal fondo (Smart Apnea)
  5. Conteggio numero di pinneggiate per spostamento orizzontale lungo 30 metri
  6. Battiti ad inizio e fine spostamento orizzontale (UP-X1)

Nella tabella i risultati delle prove, con giacca da 5 e pantaloni da 3 mm, sei chili in cintura, temperatura dell’acqua a 25°C, mare leggermente increspato e spostamenti in superficie in direzione contraria a quella di onda e corrente (leggera).

Tabella risultati sperimentali (clicca per visualizzare)

Valutazioni finali

Tabella voti (clicca per visualizzare)

NEXT

La morbidezza della pala penalizza un poco la spinta, e quindi la velocità, nei primi metri della discesa e della risalita. Lo stacco dal fondo è comunque valido perché anche un movimento non ampio fa flettere la pala e quindi crea spinta, oltre a rendere meno impegnative le primissime pinneggiate con partenza da fermo. Nello spostamento orizzontale la pinneggiata è facile e le pinne si possono mantenere sotto la superficie con facilità, grazie alla loro morbidezza. La spinta però, con una pinneggiata che in superficie può essere solo stretta e parziale, risulta penalizzata.

In generale le NEXT sono una scelta molto buona per chi non scende oltre i 15-18 metri e non fa lunghi spostamenti in superficie con corrente o onda, e che vuole una pinna facile che non affatichi, oltre a costare relativamente poco.

SYSTEM ONE

La spinta è notevole, ma la poca flessione della pala, molto rigida, non permette di avere una curvatura sufficiente per spingere nei primissimi metri di discesa e risalta, quando la velocità è zero o comunque molto bassa. Inoltre accelerare da fermo risulta molto duro per le gambe con delle pale che flettono poco, per cui lo stacco dal fondo ne risente. Lo spostamento orizzontale è buono grazie ad una pala molto potente, che funziona anche con un movimento limitato, seppur i fori di scarico riducano l’efficacia. La durezza della pala rende più complicato tenere le pinne sotto la superficie dell’acqua. Provate anche con acqua sotto i 20 gradi, il polipropilene ha evidenziato un irrigidimento notevole, che ulteriormente ha determinato un indurimento della pala.

In generale le System One ci sono sembrate un poco troppo “difficili”: la spinta è valida e certamente permette discese superiori alle NEXT, quindi ben oltre i 15 metri, ma la pala è rigida, poco confortevole e più stancante se paragonata alle NEXT e alle Boomblast. Può essere comunque la scelta giusta per chi fa discese impegnative (oltre i 20 metri), ma non vuole effettuare una spesa notevolmente superiore per pinne in carbonio.

BOOMBLAST DYNAMIC

Sono il meglio della morbidezza delle NEXT e della potenza delle System One. Il numero di pinneggiate in discesa e risalita sono minime grazie all’ottima spinta in ogni condizione e il valido stacco dal fondo. In superficie la morbidezza della pala permette la facile gestione delle pinne sotto la superficie dell’acqua, mentre il ritorno elastico eccezionale dato dalla fibra di carbonio permette una spinta eccellente anche con piccoli movimenti. L’affaticamento è minimo, anche dal punto di vista dei battiti cardiaci indicati dall’UP-X1.

In generale le Boomblast sono eccellenti in tutte le condizioni. Per chi pratica l’apnea e la pesca in apnea in modo frequente e su batimetriche importanti, ma anche con lunghi spostamenti orizzontali, la scelta è perfetta. Abbiamo provato le morbide, ma forse le medie per chi si sposta poco in superficie, e molto in verticale, potrebbero essere una scelta ancora migliore. Chiaramente tutto ciò se si è disposti ad investire una cifra ben superiore rispetto alle pinne in polipropilene.

Ci piace e non ci piace (clicca per visualizzare)

 

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