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L’apnea pura è in costante crescita, e Polo Sub vi entra alla grande con il campione Michele Giurgola.

Se le cose si fanno, si fanno in grande, e così Polo Sub, da oltre 20 anni (fu fondata nel 1994) nel mercato della progettazione e realizzazione di mute su misura, ha deciso di iniziare una collaborazione con uno dei più forti campione nel mondo di apnea pura, Michele Giurgola, salentino, nel 2015 medaglia d’oro al Mondiale di Ischia nell’assetto costante con pinne e argento sia nell’assetto costante monopinna che nella rana (CNF). Peccato per un problema ad una tuba bloccata nel mondiale di quest’anno in Turchia, che ha bloccato Michele dal raggiungere le prestazioni che erano certamente alla sua portata.

Dalla collaborazione Polo Sub – Michele Giurgola nasce un prodotto al 100% per l’apnea pura, con caratteristiche di morbidezza e comfort senza eguali, grazie ad un neoprene a bassa densità e un taglio specifico per tale disciplina: la muta Recordman.

Abbiamo incontrato Giuliano Tagliacozzo, titolare della Polo Sub, al quale abbiamo chiesto qualche informazione su un prodotto veramente curato.

 

AP: Come nasce la muta Recordman?

GT: E’ un prodotto voluto e richiesto da Michele Giurgola. Lui aveva in mente delle caratteristiche, alle quali noi abbiamo aggiunto soluzioni legate alla nostra esperienza, per realizzare un prodotto estremamente tecnico, indirizzato alla performance pura. Da qui il nome Recordman.

PA: Quali sono le caratteristiche principali della muta Recordman e su cosa avete puntato in primis?

GT: L’obiettivo numero uno è certamente stato il comfort, dal neoprene a bassa densità (Polo Sub non comunica la marca, da sempre scelta aziendale), al taglio anatomico specifico per l’apnea pura. E’ una muta che quando viene indossata non si sente assolutamente.

PA: Il neoprene a bassa densità è più morbido, ma si schiaccia anche di più in profondità.

GT: E’ vero, ma a certe profondità abissali, per cui questa muta è stata pensata, quindi -50 metri e oltre, comunque lo schiacciamento sarebbe importante, si è quindi scelto il confort, la morbidezza, come obiettivo primario.

AP: Oltre al materiale, quali sono le scelte per ottimizzare il comfort?

GT: Anzitutto il taglio, in modo particolare la preformatura delle braccia, che nell’apnea pura, diversamente dalla pesca, saranno sempre posizionate in alto, sopra la testa.

Ma non solo: la muta, diversamente dal classico stile Polo Sub, presenterà pochissime parti foderate, anche nella parte bassa della giacca, infatti, solo il rettangolo dove si attacca la chiusura a velcro sarà foderato, così come i bordini di viso, polsi, caviglie, parte bassa della giacca e alta dei pantaloni, per il resto è tutto neoprene liscio spaccato.

 

AP: Quindi una muta super confortevole e super delicata?

GT: E’ una muta fatta con la qualità Polo Sub, in tutti gli incollaggi, e un neoprene morbido ma di qualità. Come detto è una muta per effettuare delle performance o prepararsi per esse, ma non è realizzata per resistere ad urti, abrasioni e strappi. Quindi va utilizzata nelle condizioni per cui è stata progettata.

AP: Neoprene poco denso e molto soffice, con quali spessori?

GT: Gli spessori sono 3,5 mm cappuccio, braccia e pantaloni, mentre la parte torace e schiena è da 5 mm. Chiaramente a seconda delle esigenze possiamo modificare questi valori. Michele ha chiesto anche la soluzione a spessori differenziati. In questo modo si ha un ulteriore vantaggio nei movimenti e nella compensazione.

AP: E la superficie esterna?

GT: E’ spalmata con un prodotto che permette alla muta di scivolare meglio nell’acqua, una soluzione che quando si scende a profondità importanti può fare la differenza. I colori esterni sono stati scelti per rendere la muta molto riconoscibile, ma sono colori che posso essere modificati per una livrea tutta blu o tutta argento metallizzato.

AP: E per l’apnea indoor?

GT: Gli spessori di questa muta sono eccessivi per l’indoor, mentre stiamo lavorando su prodotti con spessori sui 2 mm spalmati esternamente, però con fodere superelastiche internamente, altrimenti il prodotto sarebbe veramente troppo delicato. Pensiamo a mercati con mari caldi, come Florida, Sudest asiatico, Dubai, Golfo Arabico, Golfo Persico. Quindi saremo al salone di Miami il prossimo anno con questo prodotto.

AP: Un commento su Polo Sub. Vendete in tutto il mondo, dove e quanto?

GT: Si, vendiamo in tutto il mondo. L’Italia rappresenta circa il 15% del fatturato, e sempre in Europa la Spagna, dove siamo quasi di casa, vale altrettanto. Poi anche in Inghilterra, Francia, Grecia e nei paesi nordici, dove il mercato è molto interessante, con clienti che hanno bisogno di prodotti importanti e tecnici, come sono le mute su misura, con spessori elevati, e hanno buona capacità di spesa. Fuori dall’Europa tutta la penisola araba, Medio Oriente, Turchia, Sud Est Asiatico, Cina, Hong Kong, Korea, Australia. Siamo in constante crescita e produciamo circa 4000 mute all’anno.

 

AP ha poi contattato Michele Giurgola, un vero Campione, sia nella professionalità e nelle prestazioni che raggiunge in apnea, sia nei modi e nello stile con cui si confronta con le persone, sempre con totale modestia e disponibilità.

 

 

AP: Michele, come è nata la collaborazione con Polo Sub?

MG: Come spesso accade, per caso. Ho conosciuto Giuliano ad un Blu Camp (evento annuale che si svolge in Italia con i campioni delle aziende Polo Sub, Carbonio GFT e Seawolf). Conoscevo Polo Sub, ma non avevo provato i loro prodotti. Ho quindi utilizzato una muta da pesca in apnea dell’azienda romana e ho avuto subito una ottima impressione, le mute sono tutta un’altra cosa rispetto a ciò che avevo provato fino a quel momento. Non si creano alcune sacche d’aria e il taglio rende il movimento estremamente confortevole.

AP: E poi?

MG: E poi ho utilizzato la muta da apnea Polo Sub già al Mondiale di Apnea Outdoor 2015 a Ischia. A quel punto ho voluto realizzare un prodotto al 100% come dicevo io.

AP: E cosa hai chiesto?

MG: Anzitutto una muta 100% per apnea pura deve essere molto comoda su facciale e collo, anche accettando qualche millimetro in più in larghezza, per permettere operazioni di ventilazione e preparazione come il “mouth fill”. Inoltre, vista la mancanza della cintura dei pesi, dove in apnea i pesi si mettono tutti sul collo, la vita della giacca deve essere più stretta per sigillare al meglio.

AP: E lo spalmato superficiale per te fa la differenza?

MG: Io sento che la velocità di scivolamento è indubbiamente maggiore, e a certe profondità non vi è dubbio che faccia la differenza.

AP: Quali altre caratteristiche ritieni di sottolineare delle Recordman?

MG: Certamente la preformatura delle braccia verso l’alto crea un ottimo vantaggio nella posizione classica delle discese in apnea pura, ma è interessante come anche a braccia abbassate la muta non crei alcuna grinza. Ancora, abbiamo voluto abbassare leggermente il pantalone per eliminare materiale, anche perchè avendo la giacca più stretta in vita la coibentazione è già ottimizzata.

AP: E che spessori utilizzi e hai utilizzato in Turchia?

MG: In Turchia l’acqua in superficie era circa 22°C, e ho utilizzato tranquillamente una muta 3,5 mm sia giacca che pantalone. Ho comunque fatto preparare anche una muta 3,5 mm per pantaloni e giacca, sulle braccia e il cappuccio, e 5 mm sul torace e la schiena. Oltre non si va, anche perchè in italia in Inverno non si fa apnea.

AP: E la scelta dei colori?

MG: Il blu evidentemente riprende il mare, mentre l’argento rende la muta accattivante. L’oro mi sembrava troppo “supremo” come colore.

 

 

AP: Un commento sul Mondiale, sappiamo dei problemi che hai avuto, però può capitare.

MG: Il problema del blocco della tuba lo ho da anni e ci ho convissuto, ma la perdita delle medaglie Mondiali quest’anno mi ha tolto ogni dubbio e mi farò operare. In Turchia le ho provate tutte, ma con la tuba chiusa non c’è stato verso. Voglio essere pronto per gli europei del prossimo anno!

AP In bocca al lupo!

MG: Crepi!

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