Advertisement

Molti gli artigiani al Medi Show, dalle mute, con Polo Sub, Top Sub e Monkey Sub.

Ma anche dalle pinne (esclusa Pathos, della quale abbiamo già parlato) con Cetma e GFT, ai fucili, con Seawolf, Seahawk e Torpedo, e molti altri. Alcuni hanno portato interessanti novità, così AP è andata a scoprirle. Iniziamo dalle mute!

Abbiamo chiacchierato con due artigiani molto forti ed esperti, Polo Sub e Top Sub, oltre che con la giovane Monkey Sub: tre filosofie a volte ben distinte per prodotti di alta qualità.

Top Sub

L’azienda di Silvano Agostini, nata nel 1984, e basata nel cuore della subacquea, a Genova, è fornitore ufficiale di Marina Militare Italiana, Polizia di Stato, Carabinieri subacquei, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera e Società Nazionale Salvamento; niente male! Il fatto di essere da oramai più di 30 anni nel mondo della produzione di mute da sub su misura non frena Top Sub dal migliorarsi costantemente.

Al Medi Show abbiamo potuto parlare con Silvano Agostini, il quale ci ha parlato di alcune migliorie applicate alle mute liscio spaccate, le più professionali e confortevoli, ma anche le più delicate. Particolare attenzione è stata posta nella zona dell’appoggio sternale, che ora viene realizzato con una parte foderata che scende fino alla parte passa delle giacca, in modo da rinforzare completamente la zona stressata dal caricamento del fucile. Inoltre, è molto interessante il fatto che, sempre nella zona di appoggio sternale, il neoprene internamente non è spaccato, ma foderato. In questo modo si evita che il sapone utilizzato per vestire la muta renda il neoprene scivoloso internamente nella zona dell’appoggio sternale, facendolo spostare in fase di caricamento del fucile, situazione che sarà capitata a molti che utilizzano mute spaccate all’interno, e che rischia di strappare il neoprene.

Polo Sub

C’è da dire che nel mondo delle mute è difficile trovare grosse innovazioni, e in realtà in genere si parla di affinamenti. In questo caso Polo Sub, l’azienda di Roma guidata da Giuliano Tagliacozzo, ha puntato su un discorso puramente estetico, con una soluzione “vintage” con cuciture rosse, oppure di diversi altri colori, certamente molto belle. Inoltre, la muta M21 in foderato spaccato per la pesca nel blu è stata modificata nella mimetica, con predominanza appunto di blu, ma sostituendo aree azzurre con zone di colore bianco-grigio, per riprendere quella tecnica di pesca con i “flasher”, elementi riflettenti la luce che fungono da richiamo per i pesci.

Top Sub Supercaccia SH3 vs Polo Sub Forza Tre

La Supercaccia SH3 di Top Sub e la Forza Tre di Polo Sub sono i modelli di mute che utilizzano una soluzione di neoprene a sandwich, cosi come lo chiama Sporasub, che quest’anno ha lanciato la sua soluzione di muta denominata appunto Sandwich, già presentata da AP tre settimana fa. Il neoprene è costituito da due starti di neoprene e uno strato di fodera-tessuto estremamente elastico, posto fra i due fogli. Ma, in realtà, le differenze fra la soluzione Top Sub e quella Polo Sub sono importanti.

Più nelle specifico, l’SH3 è un materiale costituito da uno strato di neoprene di 0,8 mm e uno di spessore maggiore, a seconda dello spessore finale della muta, fra i quali si interpone una fodera superstretch che renderà il materiale estremamente resistente agli strappi. Top Sub realizza la muta tramite incollaggi ultra resistenti, con colle bicomponenti, senza quindi alcuna cucitura, per avere il massimo di morbidezza e elasticità della muta. Non solo, importante dire che lo strato da 0,8 mm verrà posizionato internamente, mentre quello di maggiore spessore è posizionato esternamente. Questa scelta viene fatta per far si che lo spessore esterno, maggiore, sia più difficilmente lacerabile negli urti con gli scogli. Questa soluzione protegge dalla possibilità che un taglio superficiale faccia penetrare l’acqua fino al tessuto interno, che determinerebbe chiaramente un deterioramento del materiale a sandwich. E’ questo, infatti, un limite di questo materiale molto interessante.

Polo Sub fa una scelta diversa: anzitutto la muta viene cucita. Per fare ciò lo strato d 0,8 mm è esterno, in modo tale da far passare il filo fino al tessuto interno, che fa da supporto robusto, senza evidentemente effettuare cuciture passanti. Queste, infatti, detrminerebbero passaggio d’acqua riducendo la coibentazione, e risulterebbero inoltre scomode sulla pelle dell’apneista.  In questo modo gli incollaggi, poi cuciti, danno una resistenza superiore alla muta, e le cuciture stesse non saranno comunque a contatto con la pelle.

In sintesi, maggiore protezione del tessuto interno e maggiore morbidezza in alcune zone, per l’assenza di cuciture, per Top Sub, e maggiore resistenza della parti cucite e incollate per Top Sub.

Ma non solo: le filosofie delle due aziende si differenziano anche per quanto riguarda le certificazioni. Silvano Agostini ha voluto fortemente, anche per via degli importanti clienti che ha, una certificazione del neoprene che utilizza, prevalentemente Yamamoto e HEIWA. Giuliano Tagliacozzo, invece, afferma che i lotti di neoprene di uno stesso produttore variano comunque molto l’uno dall’altro, per cui la certificazione secondo lui non ha senso. Sarà lui, di volta in volta, a scegliere i singoli fogli di neoprene a seconda delle richieste del cliente di una muta più o meno morbida.

Monkey Sub

Come Polo Sub, anche Monkey Sub è basata a Roma. Nata solo 3 anni fa, è la più piccola e più artigianale delle tre aziende. Offre diversi tipi di muta, e fa del taglio sartoriale la sua forza. In pratica, mentre Top Sub e Polo Sub, sulla base delle misure del corpo di ogni cliente, realizza i diversi tagli di neoprene su dime preimpostate, Monkey Sub riparte sempre da zero, e effettua ogni taglio specificatamente per ogni cliente diverso, esattamente come farebbe un sarto per un vestito.

 

Advertisement