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L’Inverno astronomico è il periodo dell’anno in cui il sole, raggiunto il suo punto più basso sull’orizzonte nel giorno del solstizio d’inverno, inizia a risalire, fino al giorno dell’equinozio di primavera. Nell’emisfero boreale, cioè quello Nord, l’inverno astronomico va dal 21 dicembre o 22 dicembre al 20 marzo o 21 marzo. In Italia l’Inverno astronomico coincide più o meno con quello meteorologico, cioè con i tre mesi più freddi dell’anno. In realtà, sott’acqua l’Inverno dura di più, fino a quasi fine Aprile, visto il ritardo con cui l’acqua segue la temperatura dell’aria esterna.

La grande quantità di acqua piovana che in genere si riversa in mare in questo periodo dell’anno, con particolare concentrazione negli estuari dei fiumi, determina una ulteriore rapida riduzione della temperatura dell’acqua. Questo raffreddamento del mare si somma a quello generato dalle basse temperature dell’aria, soprattutto notturne, e dalle ridotte ore di sole. Tutto ciò porterà l’acqua di mare alla temperatura annua più bassa, che varierà in media dai 10-12 gradi ai 13-14 gradi a seconda delle diverse zone d’Italia.

Anche la concentrazione salina cambia e diminuisce, soprattutto sotto costa, per via delle precipitazioni, dei fiumi che scaricano in mare acqua dolce e per la ridotta evaporazione dell’acqua dovuta a temperature fredde e poco sole.

Anche l’ossigeno disciolto nell’acqua varia, e tende ad aumentare in Inverno grazie al mare mosso che rimescola l’acqua e per via del fatto che l’ossigeno disciolto aumenta al diminuire della temperatura (ciò vale per tutti i gas, i quali aumentano la loro solubilità in un liquido al diminuire della temperatura dello stesso). Inoltre, ma ciò è indipendente dalla stagione, l’ossigeno disciolto diminuisce all’aumentare della profondità. Quindi in Inverno l’ossigeno in superficie è massimo, mentre la salinità è minima, rispetto alle altre stagioni dell’anno.

Non ultima come importanza, è la trasparenza dell’acqua e quindi la visibilità. Il mare spesso mosso e la grossa quantità di acqua fangosa che viene scaricata dai fiumi in mare, rendono l’acqua marina, soprattutto lungo le coste e vicino agli estuari, estremamente torbida per il maggior numero delle giornate invernali. Le isole quindi, dove i fiumi sono quantitativamente meno, offrono spesso una trasparenza migliore, per non parlare di acque come quelle della Sardegna, che per qualità di trasparenza innate e di ridottissimo inquinamento, offrono fondali spettacolari praticamente durante tutto l’anno. E’ anche vero però, che periodi di calma e di poca pioggia ci sono anche in Inverno e, soprattutto, le correnti e le maree incidono molto sugli spostamenti delle masse d’acqua e quindi sulla visibilità.

Tali caratteristiche dell’acqua del mare, salinità, temperatura e ossigenazione, influenzeranno sensibilmente la presenza e il comportamento del pesce.

Premesso che ogni zona, anche semplicemente spostandosi lungo le coste italiane, ha le sue stagionalità ed è frequentata da specie di pesci diversi nel corso dell’anno, alcune regole generali possono valere. Nel periodo invernale il fondale del mare appare spoglio, come privo di vita. Le basse temperature riducono le attività sia delle alghe che dei molluschi, ma anche di molti pesci. Le rocce e i grossi massi si mostreranno lisci con poche alghe e la posidonia avrà steli più corti. Le alghe e i molluschi saranno ancora presenti soprattutto in superficie, sugli scogli affioranti, che risulteranno sommersi o emersi dall’acqua a seconda delle maree, e dove la poca e debole luce solare arriverà più facilmente.

La fauna più tranquilla rispetto ai mesi caldi e spesso intanata. Potrà capitare di percorrere zone di mare che nei periodi più caldi dell’anno sono punti ricchi di pesce e trovarle deserte, e magari scoprire nuovi spot “invernali” che offrono prede inaspettate.

I pesci invernali per eccellenza sono le spigole, i cefali, che spesso in branco anticipano l’arrivo delle prime, e i saraghi. Le condizioni dell’acqua e della vita nei primi metri di profondità determinano una naturale tendenza di questi pesci a concentrarsi prevalentemente fra la superficie e i primi 5 metri d’acqua. Seppur altre tipologie di pesci sono presenti in Inverno, ci concentreremo su queste tre specie che si potranno incontrare con maggiore facilità.

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