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AP visita Seac Sub e scopre la nuova gamma di prodotti 2016

Come ogni anno, in questo periodo post estivo le varie aziende legate a pesca sub e apnea presentano i nuovi prodotti 2016. AP ha incontrato un’azienda che, presente anche nell’ARA, per il prossimo anno ha puntato molto sui prodotti per la pesca in apnea. Vediamo, all’interno di quella che è diventata una gamma prodotti ancora più completa, le novità 2016 e le soluzioni più interessanti.

Nuovi Fucili

I modelli

Novità e ottimizzazioni sono state realizzate per la gamma di arbalete dell’azienda di San Colombano Certenoli (GE). I nuovi fucili ad elastici sono il Guun e il Guun 30, rispettivamente con canna in alluminio diametro 28 e 30 mm. Evidentemente il tubo maggiorato è rivolto a mercati (per esempio USA e Australia) dove si utilizzano aste molto pesanti per prede sempre di grande mole. Per il mercato europeo la canna da 28 mm di diametro è più che sufficiente, e viene abbinata di serie con asta da 6,5 mm e elastici d 14,5. La coppia di fucili Guun vanno a sostituire i modelli Ocean e Thunder.

Pesi e assetto

Alla base della realizzazione dei nuovi fucili c’è l’alleggerimento della canna per ottenere l’assetto ottimale dell’arbalete. Questa è stata realizzata con sezione circolare, guida asta integrato con la parte interna scavata in modo da ridurre i pesi.

La parte inferiore della canna presenta un sottile bordo lungo tutta la lunghezza, in modo da irrigidire ancora di più la struttura. Allo stesso tempo questa soluzione serve per una interessante idea realizzata da Seac Sub: un galleggiante che regola l’assetto del fucile. Il funzionamento è semplice: il galleggiante (floater) viene montato sulla canna del fucile semplicemente premendolo sulla parte inferiore. Può poi scorrere lungo la canna per regolare l’assetto. La punta sarà maggiormente sollevata quando il galleggiate sarà sulla punta, mentre sarà abbassata quando il galleggiante sarà verso l’impugnatura. Grazie a questa soluzione, l’assetto del fucile potrà facilmente essere regolato a seconda dell’asta che viene montata. Il floater, però, toglierà un po’ di facilità di brandeggio, soprattutto se spostato verso la punta del fucile.

Impugnatura

Molta attenzione è stata dedicata all’impugnatura, concentrandosi sulle dimensioni e l’inclinazione della stessa, in modo da ottenere quella soluzione ideale che vede il fucile diventare il prolungamento del braccio. L’impugnatura stessa ha ora un montaggio meccanico, che permette di sostituire la parte colorata dove poggia il palmo della mano. Si può quindi cambiare colore (bianco, giallo, verde e rosso), ma prossimamente, e non ancora a catalogo, verrà realizzato anche un componente sostituibile di dimensioni maggiori per chi ha mani più grandi.

Il meccanismo di sgancio è completamente in acciaio inox tagliato al laser e levigato tramite le operazioni di burattatura, passivazione e lucidatura, quest’ultima per migliorare l’aspetto, ma anche per proteggere ulteriormente dall’ossidazione.

Fra le varie soluzioni, è interessante anche il collegamento dell’impugnatura con la canna del fucile. Per rendere il tutto stagno nel tempo, vengono usati due o-ring, montati su un supporto basculante che non flette in caso di forti carichi da parte degli elastici. Ciò evita la deformazione e lo schiacciamento del collegamento, con rischio di perdita di permeabilità.

Testata

Una delle soluzioni che ci piace maggiormente è la nuova testata con sistema strozza sagola. In pratica, il passaggio della sagola è simmetrico, con due intagli sottili per il passaggio della stessa, ma con la parte centrale in elastomero duro, che permette la strozzatura (leggera) della sagola quando viene posizionata.

E’ un modo intelligente ed efficace per semplificare il posizionamento della sagola, evitando che la stessa si sfili dalla sede, cosa che capita spesso nei vari riposizionamenti ogni volta che si ricarica l’arbalete. Inoltre, il sistema di strozzamento permette un fissaggio migliore dell’asta. A domanda se lo strozzamento incide sul rilascio della sagola e quindi frena l’asta, ci sentiamo di dire che assolutamente è irrilevante. Semmai c’è da valutare se le tacche e soprattutto i perni dell’asta, passando sotto la sagola, la possano via via usurare. Su tale punto Seac, che ha utilizzato tale soluzione in passato su un suo fucile di punta come l’X-Fire, ha affermato che non si sono mai riscontrati problemi in tal senso. AP effettuerà a breve una verifica su questo aspetto con un test apposito del fucile Guun 28.

Appoggio sternale

Altro elemento modificabile e smontabile, come l’impugnatura, è l’appoggio sternale, in due soluzioni, grande e piccolo, a seconda del tipo di fucile, più o meno lungo. Chiaramente, un fucile più lungo richiederà mediamente maggiore forza per ricaricare, e quindi anche un appoggio sternale più ampio per distribuire lo sforzo su un’area maggiore del petto. Viceversa, per un fucile più corto.

Aste

Anche qui Seac Sub non scherza affatto, con aste in acciaio 17-4 PH, molto più lavorabile, a sentire l’azienda, rispetto al più famoso Sandvik, più costoso e difficile da lavorare. Il 17-4 PH viene trattato tramite un processo chiamato di “invecchiamento” e “solubilizzazione”, che rende il materiale duro ed elastico contemporaneamente. Le aste dopo questo trattamento risulteranno brunite. A qualcuno forse piacciono meno, ma certamente sono un vantaggio perché non riflettono la luce. Ottima la soluzione della microsaldatura superficiale dei perni sull’asta, senza scavare nella stessa, aspetto che ridurrebbe notevolmente la resistenza dell’asta in tali punti.

Mulinello

Completamente realizzato in tecnopolimero, ha la manopola di avvolgimento pieghevole, frequente in molti mulinelli di diverse marche, con l’obiettivo di evitare che la manopola stessa si agganci ad elementi sul fondo marino, sagole o altro. La caratteristica interessante è la regolazione della frizione. Questa passa da completamente serrata a libera in solo mezzo giro di rotazione della manopola di serraggio. Una soluzione che ci piace, perché rende più facile capire quando si è al massimo serraggio e quando si libera la frizione. Nelle soluzioni tradizionali, soprattutto quando il mulinello non è più nuovo, può risultare difficile serrare la frizione e spesso si esagera nell’avvitare la manopola, con conseguente rottura dell’asse centrale (quando in tecnopolimero e non in alluminio). Altro accorgimento è il mantenimento di una minima frizione anche a mulinello completamente “libero”. Ciò evita che la sagola si srotoli troppo rapidamente e si aggrovigli intorno al mulinello stesso.

Mute

Nuovo mimetico per le mute, coordinato con maschere e pinne, dove la novità più interessante è la Kama. Un neoprene spaccato foderato, che non è Yamamoto, estremamente costoso, ma neoprene comunque di altissima qualità, a detta di Seac Sub, che nasce dalla forte ricerca effettuata dall’azienda insieme ai suoi fornitori del Sud Est Asiatico (come tutti i grossi produttori, cioè i non artigiani, la realizzazione delle mute viene sempre effettuata in tali paesi, principalmente Cina, per costi di manodopera nettamente inferiori).

Interessanti dettagli rendono la Kama un prodotto curato, che riprende soluzioni delle mute artigianali. Anzitutto gli spessori intorno al viso sono differenziati e più sottili rispetto al resto della muta, sia nel contorno del volto, sia nella zona orecchie (3,5 mm per la muta da 5 mm, e 5 mm per la muta da 7 mm). La protezione sternale è interna, in modo da adattarsi meglio alla zona centrale in mezzo ai pettorali, offrendo maggiore protezione termica al torace e donando un aspetto più pulito alla muta.

Sempre la zona sternale (ma anche sulle ginocchia) la copertura esterna è in PV-printing, con zona quadrettata intermittente, anziché un unico pezzo, per mantenere molto elastica tale area della muta. I bordini dei polsi e del contorno viso sono in neoprene doppio, liscio fuori, ma internamente foderato per rendere più robusta tale zona.

Maschere

E’ la Fox la novità assoluta. Questa presenta una attenta progettazione degli spessori del silicone del labbro di contorno della maschera, per ottenere il massimo comfort. L’attacco della fibbia segue una soluzione non modernissima, che consiste nell’agganciare la fibbia al telaio. La novità è il fatto che la zona di attacco è pieghevole per poter riporre meglio la maschera. Il telaio è in mimetico coordinato con muta e pinne.

Nuove colorazioni per la L70, maschera monopezzo lanciata già nel 2014. Nella gamma 2016 è presente la stessa maschere in colore verde e marrone, denominata M70. Il telaio è in Nylon caricato vetro. La fibbia è collegata al facciale in silicone per migliorare l’aderenza al volto. Il silicone è opacizzato all’esterno per evitare riflessi che disturbino il pesce, mentre non lo è all’interno, contrariamente ad alcune proposte della concorrenza, come Mares e Salvimar.

Pinne

Come per maschere e mute, anche le pinne hanno come novità la nuova mimetica. Le Motus con pala in tecnopolimero hanno, nella versione 2016, appunto, la soluzione camu, ottenuta tramite water film printing. La scarpetta è realizzata in gomma termoplastica di due durezze e diversi spessori per adattarsi alle varie zone del piede.

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