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Come abbiamo visto, la pesca invernale avviene prevalentemente sul basso fondo, dove il pesce naturalmente si concentra in questa stagione, in particolare spigole, muggini e saraghi.

Fucile

Con il mare prevalentemente mosso o in scaduta, e quindi anche piuttosto torbido, abbiamo visto che le tecniche di pesca saranno quelle dell’aspetto, soprattutto a spigole e muggini. Nel caso poco frequente di acqua calma e limpida, sappiamo che i saraghi tenderanno a stare intanati, In entrambi i casi sarà evidentemente necessaria un’arma con ottimo brandeggio, e quindi di dimensioni ridotte. Un arbalete da 75 a 90, oppure un fucile pneumatico corto (80), sono la scelta ideale nella maggior parte delle situazioni invernali. Anche le aste dovranno essere leggere e quindi veloci, da 6mm per gli arbalete e aste da 6,5mm o 6,75mm per gli pneumatici.

Per aiutare il colpo e quindi la cattura della preda, la fiocina risulta molto efficace, e visto che il colpo verrà scoccato generalmente a brevi distanze, sia in azione di aspetto nel torbido, sia in tana, la penalizzazione della gittata del tiro generata dall’effetto frenante della fiocina risulterà praticamente irrilevante. Inoltre, la fiocina può essere scelta del tipo alla francese con tre punte con alette, riesce a paralizzare il pesce molto meglio dell’arpione (a meno di non colpire il pesce in punti realmente vitali e quindi fulminarlo), e quindi evitare che la preda si dimeni e faccia scappare altri componenti di un branco, sia in tana che in acqua libera.

Pinne

Le pinne, viste le basse batimetriche di pesca, non saranno necessarie costose pinne in carbonio, che offrono grande ritorno elastico, e quindi grande efficienza e spinta, ma sono certamente delicate e si graffiano facilmente sugli scogli. Conviene utlizzare pinne in vetroresina, meno costose, generalmente meno fragili e anche più facili da sfruttare. Sono anche interessanti le ultime pinne in polimero, economiche, molto resistenti agli urti e con buona spinta. Le vecchie pinne Omer Ice erano interessanti per la loro mimetizzazione totale grazie al polimero trasparente, ma, purtroppo, la loro resistenza a rottura si è rilevata molto scarsa. Indubbiamente modelli di pinne non troppo lunghe possono agevolare situazioni di movimento in acqua bassa fra gli scogli e le onde, e non determinano grosse limitazioni di spinta nelle discese in poco profonde. 

Muta

E’ fondamentale, soprattutto in Inverno, mantenere il corpo caldo per un discorso di comfort, di sicurezza e di efficienza nel movimento e nel realizzare buone apnee. L’Inverno porta la temperatura dell’acqua in Italia fino a minimi di 10-12°C. Per affrontare al meglio queste condizioni è evidentemente necessaria una muta con neoprene molto morbido e spesso, cioè almeno 7 mm per la giacca e 5 mm per i pantaloni. Le batimetriche di pesca invernale, generalmente molto basse, limitano completamente l’effetto schiacciamento che può subire il neoprene più morbido, per cui non vi sono limiti in tal senso, più morbido è meglio è! Tra l’altro una giacca con spessore di 7 mm è già qualcosa di piuttosto goffo e ingombrante, per cui bisogna compensare con un neoprene particolarmente confortevole. Per accentuare la morbidezza e l’effetto di isolamento termico, sarà certamente adatta una muta spaccata internamente. C’è poi chi si orienta su una spaccata foderata esternamente per renderla più resistente agli urti con gli scogli nelle pescate invernali, spesso in condizioni di mare mosso e nella pesca in tana. Ciò è sicuramente un vantaggio, ma è anche vero che, nonostante i materiali per foderare il neoprene siano sempre più morbidi ed elastici, comunque qualcosa in comfort si perde rispetto a una muta liscio spaccata, che quindi presenta come materiale solo neoprene, tranne che nei punti di rinforzo come il punto vita della giacca e la coda di castoro, oltre l’appoggio sternale. Inoltre, una muta spaccata foderata resterà umida all’esterno e quindi più fredda nel momento in cui si esce dall’acqua e, come spesso accade in Inverno, un vento freddo e teso ci colpisce.

Per evitare fastidiose infiltrazioni d’acqua fra giacca e pantalone, è consigliabile in bermuda in neoprene da 3 mm da indossare sopra giacca e pantaloni. Completeranno l’abbigliamento guanti e calzari da 3 o 4 mm. Ricordate che questi, soprattutto i guanti, sono sufficienti da 3 mm se nuovi e non usati troppo e logorati. Infatti, il neoprene dei guanti tende a usurarsi e schiacciarsi molto con l’uso e perde gran parte delle sue capacità di isolamento termico. Inoltre, guanti e calzari troppo stretti, come scarpette delle pinne anch’esse sottomisura, determinano un parziale blocco della circolazione e portano al rapido intorpidimento di mani e piedi.

Zavorra

La scelta di muta e calzari determinerà anche quella della zavorra, che in Inverno, sia per via dei maggiori spessori del neoprene, sia per le basse batimetriche di pesca, sarà di peso complessivo importante. Uno schienalino di massimo 3 kg sarà necessario a distribuire il peso sul corpo, senza concentrarlo tutto sulla cintura, cavigliere da 300/400 gr per compensare galleggiabilità del pantalone e dei calzari più spessi. La cintura dei pesi sarà regolata a seconda dello spessore della muta, profondità di pesca e, ovviamente, peso del pescatore.

Maschera e boccaglio

Premesso che la cosa fondamentale per quanto riguarda la maschera è che sia confortevole, si adatti bene al nostro volto e quindi sia perfettamente stagna, oltre chiaramente a non appannarsi, ci sono scelte legate alla stagione. In Inverno le basse batimetriche non richiedono praticamente alcuna compensazione della pressione nella maschera, per cui le maschere con maggiore volume interno, ma anche superiore campo visivo, sono certamente una scelta appropriata. A ciò si può aggiungere un baccaglio particolarmente lungo nelle giornate di mare mosso, in modo da evitare che degli schizzi d’acqua o le onde stesse entrino nel tubo.

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