Di Pietro Lanzafame
La pesca in apnea ha saputo donarci Carlo Inserra – atleta autentico, uomo misurato e rispettato, Campione nello sport e nella vita. Ma un incidente in mare, proprio durante una battuta di pesca, ce lo ha portato via. Un Signore del mare se ne va, e noi non possiamo fare altro che ricordarlo come merita, e pensarlo altrove, sempre a pescare, agile, forte e felice, educato e di cuore, come nel suo stile.

Fino all’ultimo istante Carlo Inserra ha vissuto legato alla sua passione, tornando in acqua ogni volta che i turni da autista di ambulanza glielo permettevano. “Non sento più l’esigenza di pescare profondo. Ma senza il mare, no: non riesco a starci”, ci aveva confidato due settimane fa, durante l’Assoluto di Gallipoli. Era lì in veste di secondo accanto a Elisa Corallo, e anche in quell’occasione non era mancato il suo sorriso discreto e le parole di amicizia e stima. Gesti semplici, come cedere il posto a sedere a una signora durante la pesatura, raccontavano l’uomo forse meglio di qualsiasi titolo.

Carlo Inserra è stato, ed è, un riferimento per la pesca subacquea italiana, in particolare per la scuola siciliana e catanese, che ha contribuito a far crescere con talento, dedizione e spirito sportivo. Fuori dall’acqua riservato, al limite della timidezza, ma in mare era grinta, esperienza, istinto. Aveva 68 anni, ma un fisico da fare invidia ai più giovani: la forma del vero atleta che non ha mai smesso di essere tale.
Il suo percorso agonistico ha avuto momenti di assoluto rilievo. Tra la metà degli anni ’90 ed il 2019, Carlo ha gareggiato ai massimi livelli. Secondo, per un’inezia, a Ponza nel Campionato di Seconda Categoria del 1996, dietro a Rocco Martello; settimo agli Assoluti di Santa Maria di Leuca nel 1997; ancora secondo nel 2000, ad Arbatax, dietro De Silvestri, nel Campionato di Qualificazione; ottavo agli Assoluti di Palermo nel 2001. Il suo miglior risultato agli Assoluti arriva nel 2007, con un sesto posto a Cinisi. In totale, ha partecipato a nove Campionati Assoluti: il primo nel 1994, l’ultimo nel 2019.

Atleta del Team Eliossub, ha militato nelle fila di due società storiche catanesi, la Puntese Atlantide e il Ci.Ca.Sub Catania. Recentemente, aveva gareggiato con i colori della Libertas Sicilia Mare di Palermo, con cui aveva preso parte al Campionato Regionale Siciliano a Squadre insieme a Elisa Corallo e Giovanni Mangano. La sua ultima gara si è disputata il 1° giugno a Palmi, in coppia proprio con Mangano.

E proprio Giovanni Mangano ce ne lascia un ricordo vivido e sincero: «Era il 1987 quando bussando alla porta del Ci.Ca.Sub Catania ho conosciuto Carlo Inserra. Oggi sono trascorsi 38 anni tutti passati a fare gare, a girare in gommone isole, banchi lontani o a pescare nel sottocosta col mare mosso o sui relitti nascosti della Playa.
Come tutti campioni il suo carattere è forte, deciso, determinato, non è semplice andarci d’accordo fuori dall’acqua, ma quando mettiamo la maschera e scendiamo sott’acqua tutto diventa facile, non c’è bisogno di parlare, ci si intende con lo sguardo. La vita non è stata facile per lui: gli ha chiesto sempre molto, interventi chirurgici che ad altri avrebbero chiuso la carriera agonistica lui li ha affrontati con la sua forza d’animo fuori dal comune ed è tornato sempre in campo.»
Carlo Inserra era così: forte come il mare che lo ha forgiato, schietto e diretto, difficile da conquistare ma leale e generoso. Una volta ottenuta la sua fiducia, si apriva un mondo fatto di consigli preziosi, racconti salmastri, piccoli e grandi insegnamenti che solo chi ha passato una vita in mare può tramandare. Sempre rispettoso, taciturno, apprezzato da giovani e veterani. Mai uno screzio in gara, mai una polemica, mai un’ombra sul suo comportamento sportivo.

I giorni successivi all’incidente sono stati colmi di speranza per chi gli voleva bene e lo stimava. In tanti hanno creduto che, ancora una volta, Carlo Inserra ce l’avrebbe fatta grazie alla sua tempra d’acciaio. Non è stato così.
E ora ci manca. Manca a noi che scriviamo, manca al mondo della pesca in apnea, manca a chi crede ancora nei valori più alti dello sport: rispetto, umiltà, dedizione.
Ma resta, nei nostri ricordi, come un Signore d’altri tempi. Un campione sottovoce.
Buon mare Carlo.









